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Sentenza

Sentenza n. 1365/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600474

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza della Corte d'appello di Palermo n. 140/2025, avente ad oggetto il riconoscimento della Carta docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza della Corte d'appello di Palermo n. 140/2025, con la quale il Ministero era stato condannato al pagamento di euro 1.000,00, pari a euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2020-2021 e 2021-2022, quale contributo economico destinato alla formazione professionale mediante la cosiddetta Carta docente. L'amministrazione non aveva dato esecuzione al titolo giudiziale. La ricorrente ha chiesto il rilascio della carta elettronica e l'accredito dell'importo, nonché, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta e la distrazione delle spese in favore del difensore antistatario. Il Ministero si è costituito sostenendo che il ritardo era riconducibile alle numerosissime richieste derivanti dal contenzioso seriale nazionale in materia.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso, rilevando la sussistenza dei presupposti dell'art. 114 c.p.a.: il passaggio in giudicato della sentenza da eseguire, comprovato dall'attestazione acquisita agli atti, e l'inutile decorso del termine previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Il Ministero è stato condannato a dare esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione della sentenza, se anteriore. In caso di ulteriore inerzia, e previa sollecitazione della parte interessata, è stato disposto l'intervento sostitutivo, quale commissario ad acta, del Capo di Gabinetto del Ministero, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario competente, entro l'ulteriore termine di sessanta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alla rifusione delle spese di lite, liquidate in euro 750,00 oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione consente al giudice amministrativo di assicurare l'esecuzione del giudicato quando siano provati il passaggio in giudicato del titolo e l'inadempimento dell'amministrazione, anche mediante la fissazione di un termine e la previsione di un intervento sostitutivo.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    L'inutile decorso del termine previsto per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie della pubblica amministrazione concorre a integrare i presupposti per l'azione di ottemperanza.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è fondata quando il ricorrente dimostri il passaggio in giudicato del titolo giudiziale e l'inutile decorso del termine previsto dalla disciplina applicabile per l'adempimento dell'amministrazione.
  • Le difficoltà organizzative dell'amministrazione e l'elevato numero di richieste derivanti da un contenzioso seriale non escludono l'inadempimento e non giustificano la mancata esecuzione del giudicato.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e disporre, in caso di ulteriore inerzia e su sollecitazione dell'interessato, l'intervento sostitutivo di un commissario ad acta.
  • Il commissario ad acta può essere individuato in un organo dell'amministrazione inadempiente, con facoltà di delega a dirigenti o funzionari dotati delle competenze necessarie, purché sia assicurata l'effettiva esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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