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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45169/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di revisione della condanna (sentenza di condanna definitiva emessa il 26/02/2009 dalla Corte d'Assise di Palermo per concorso nell'omicidio di Bianco Francesco, divenuta definitiva il 18/12/2009) sulla base di un "novum" consistente nell'esito assolutorio, in giudizio separato, di soggetti imputati di false informazioni al pubblico ministero durante le indagini sull'omicidio. Il ricorrente sosteneva che l'esito del procedimento correlato avrebbe messo in dubbio l'attendibilità delle dichiarazioni di testi rilevanti (in particolare Ferro Francesco) usate a suo carico e che pertanto era necessaria la revisione della decisione di condanna.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per genericità dei motivi. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse esaminato il provvedimento del procedimento correlato e correttamente concluso che l'esito assolutorio non produceva alcun "novum" idoneo a incrinare la ricostruzione probatoria decisiva nella sentenza di condanna (la condanna era fondata su captazioni e su deposizioni di più soggetti, le quali non sono state smentite dai risultati del procedimento correlato). Il ricorso non ha specificato in modo concreto e puntuale come i nuovi elementi impugnati avrebbero reso necessaria la rielaborazione dei dati probatori decisivi. Conseguentemente è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di euro tremila a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La norma è stata applicata per irrogare al ricorrente una sanzione pecuniaria (euro tremila) in quanto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e non sono emersi elementi che escludessero la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • Per ottenere la revisione di una condanna definitiva è necessario proporre un "novum" veramente nuovo e specifico, capace di incidere concretamente sugli elementi probatori decisivi che hanno sorretto la condanna.
  • L'assoluzione o l'esito di procedimenti correlati non è automaticamente idonea a giustificare la revisione: occorre dimostrare in che modo e fino a che punto quel risultato contraddice o smentisce le prove o le dichiarazioni decisive del giudizio principale.
  • I motivi di revisione devono essere esposti con rigore e specificità; argomentazioni generiche sulla rilevanza dei nuovi elementi sono insufficienti e possono comportare l'inammissibilità del ricorso.
  • La Corte valuta il nesso causale tra il "novum" e la decisione impugnata: bisogna indicare chiaramente quali dichiarazioni o prove verrebbero riconsiderate e perché il nuovo elemento le rende inattendibili o irrilevanti.
  • Presentare ricorsi generici o non fondati su elementi concreti espone il ricorrente al pagamento delle spese e a sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi consigliabile preliminarmente acquisire e documentare con precisione le sentenze o le prove che si intendono proporre come novità.

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