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Sentenza

Sentenza n. 718/2026 - Cagliari, Sezione 2

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio opposto dal Comune di Quartu Sant’Elena in relazione all’atto di diffida – notificato a mezzo PEC spedita il 08.10.2025, accettato, consegnato e protocollato in pari data dall’ente destinatario al n. 106575 – a cui lo stesso ente ha dato riscontro, con nota senza data a firma della Dirigente del Settore 11 - Pianificazione Urbanistica – Pianificazione Strategica, di carattere meramente elusivo delle richieste di definizione del procedimento espropriativo contenute nell’atto di diffida medesimo.

Giustizia amministrativa202501133

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio ritenuto illegittimo del Comune di Quartu Sant'Elena sulla diffida volta a ottenere la definizione del procedimento espropriativo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Quartu Sant'Elena in relazione a una diffida notificata via PEC l'8 ottobre 2025, con la quale chiedevano la definizione del procedimento espropriativo. Secondo i ricorrenti, la nota successivamente trasmessa dalla dirigente comunale del settore competente aveva carattere meramente elusivo e non costituiva una definizione del procedimento. Nel corso del giudizio, il Comune ha documentato l'adozione del provvedimento previsto dall'art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001. All'udienza camerale i ricorrenti hanno quindi dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto dell'adozione, nelle more del giudizio, del provvedimento comunale ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 e della conseguente dichiarazione dei ricorrenti di non avere più interesse alla decisione. La pronuncia è stata adottata in ossequio al principio dispositivo. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione dell'esito del contenzioso e dell'evidente complessità giuridica e fattuale della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    dichiara il ricorso improcedibile

    La sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata dai ricorrenti dopo l'adozione del provvedimento richiesto, determina l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    L'adozione del provvedimento comunale previsto dalla disposizione ha fatto venir meno l'interesse dei ricorrenti alla decisione sull'azione avverso il silenzio.

Massime di principio

  • Quando, nelle more di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto e il ricorrente dichiara il sopravvenuto difetto di interesse, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • In applicazione del principio dispositivo, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse quando essa consegue alla definizione del procedimento amministrativo oggetto dell'azione avverso il silenzio.
  • La complessità giuridica e fattuale della vicenda e l'esito del contenzioso possono giustificare l'integrale compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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