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Sentenza

Sentenza del 21/02/2018 n. 4154 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava il recupero di crediti d'imposta utilizzati dalla società in compensazione nell'anno 2005. L'Agenzia contestava sia l'agevolabilità delle opere murarie realizzate dalla società su un immobile condotto in locazione, sia l'utilizzo di crediti eccedenti quelli effettivamente spettanti. La società sosteneva, tra l'altro, che le opere fossero agevolabili, che l'Amministrazione avesse omesso una motivazione adeguata, che vi fosse una duplicazione della pretesa fiscale e che l'Agenzia delle Entrate fosse incompetente a recuperare somme riferibili ad altri enti. La Corte ha inoltre rilevato che la sentenza d'appello non aveva esaminato adeguatamente la possibile duplicazione tra l'avviso di recupero del 2007 e la cartella derivante dal controllo automatizzato del 2009.

La decisione

La Corte di cassazione ha riunito i due ricorsi. Ha accolto diversi motivi dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che le opere murarie non separabili dall'immobile di proprietà altrui non costituiscono beni agevolabili ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 8, e che l'Agenzia delle Entrate è competente a recuperare, nell'ambito del sistema di compensazione tramite modello F24, somme non versate anche se destinate a INPS, Regioni o Monopoli di Stato. Ha inoltre ritenuto illogica e insufficiente la motivazione della sentenza sulla rilevanza delle istanze di annullamento degli F24 presentate dalla società. Al contempo, ha accolto il motivo della società relativo all'omessa pronuncia sulla possibile duplicazione della pretesa, ordinando di verificare se le somme fossero state richieste due volte. Le sentenze impugnate sono state cassate con rinvio alla Commissione Tributaria della Puglia, in diversa composizione, cui è stata demandata anche la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Legge n. 388 del 2000, art. 8

    Credito d'imposta per investimenti nelle aree svantaggiate

    Le spese incrementative sostenute su beni di proprietà di terzi sono agevolabili solo se le opere hanno individualità e autonoma funzionalità, possono essere rimosse e utilizzate separatamente alla fine della locazione o del comodato e sono contabilizzate tra le immobilizzazioni materiali. Le opere murarie inseparabili dall'immobile sono invece costi o immobilizzazioni immateriali e non danno diritto al credito d'imposta.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis

    Liquidazione automatizzata delle dichiarazioni

    Consente l'iscrizione a ruolo quando omissioni o errori risultano direttamente e inequivocabilmente dalla dichiarazione e dai dati disponibili all'Amministrazione, senza necessità di un previo avviso di accertamento.

  • Legge n. 311 del 2004, art. 1, comma 421

    Recupero dei crediti d'imposta indebitamente utilizzati

    Attribuisce all'Agenzia delle Entrate il potere di procedere al recupero, mediante atto motivato, dei crediti d'imposta indebitamente utilizzati, anche tramite compensazione.

  • D.Lgs. n. 241 del 1997, artt. 17 e seguenti

    Sistema di versamento unitario e compensazione tramite modello F24

    Nel sistema unificato, l'Agenzia delle Entrate controlla le compensazioni e provvede alla riscossione e alla successiva ripartizione delle somme, anche quando riguardano tributi o contributi destinati ad altri enti.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 67

    Divieto di duplicazione della pretesa

    La stessa obbligazione tributaria non può essere richiesta più volte. Quando il contribuente deduce una duplicazione, il giudice deve confrontare concretamente gli atti e verificare se riguardino le medesime somme.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 57

    Divieto di domande ed eccezioni nuove in appello

    Le eccezioni di merito non proposte tempestivamente in primo grado non possono essere introdotte per la prima volta in appello.

  • Art. 112 c.p.c.

    Corrispondenza tra chiesto e pronunciato

    Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande, eccezioni e questioni ritualmente sottoposte. L'omesso esame di una doglianza decisiva integra omessa pronuncia e comporta la cassazione della sentenza.

Massime di principio

  • Le opere realizzate da un locatario su un immobile altrui non sono automaticamente agevolabili: occorre dimostrare che siano autonome, separabili e contabilizzate come immobilizzazioni materiali.
  • Il controllo automatizzato può legittimamente condurre all'iscrizione a ruolo quando l'indebita compensazione emerge dai dati della dichiarazione e dai sistemi informativi, senza un previo accertamento sostanziale.
  • L'Agenzia delle Entrate può recuperare compensazioni indebite effettuate tramite F24 anche quando le somme non versate erano destinate a INPS, Regioni o Monopoli di Stato.
  • La presentazione di un'istanza di annullamento degli F24 può costituire un elemento rilevante per valutare il riconoscimento dell'errore da parte del contribuente, ma non rende automaticamente illegittimo il recupero.
  • Quando vengono emessi più atti di recupero riferiti alla stessa annualità, è necessario confrontarne analiticamente importi, causali e periodi per escludere una duplicazione della pretesa.
  • Il giudice tributario deve esaminare tutte le eccezioni decisive ritualmente proposte; la mancata risposta su una contestazione rilevante comporta omessa pronuncia e cassazione con rinvio.
  • Le eccezioni nuove introdotte solo in memorie successive o in appello possono essere dichiarate inammissibili, salvo che si tratti di questioni rilevabili d'ufficio.

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