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Sentenza

Sentenza n. 5376/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna, Sezione Seconda, n. 1351/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202604929

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione e di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di manufatti e aree, successivamente rettificato nella perimetrazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari impugnavano l’atto con cui il Comune, ai sensi dell’art. 13 l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004, aveva accertato l’inottemperanza all’ordinanza di demolizione n. 33 del 23 aprile 2010 e disposto l’immissione in possesso di diversi manufatti ubicati in area agricola a valenza paesaggistica, già riconosciuti abusivi con sentenza passata in giudicato. Nel giudizio di primo grado deducevano violazione dell’art. 31 d.P.R. n. 380/2001 e della disciplina regionale, violazione dell’art. 1 l. n. 241/1990, dei principi di tipicità e nominatività, dell’art. 42 Cost., nonché dei principi di proporzionalità e ragionevolezza; denunciavano inoltre difetto di istruttoria e motivazione, erroneità dei presupposti e sviamento. Con motivi aggiunti contestavano anche la rettifica della perimetrazione, sostenendo che fosse stata inclusa una porzione di terreno non prevista nell’ordinanza di demolizione. Il TAR respingeva in parte e dichiarava inammissibile in parte il ricorso introduttivo, dichiarando altresì inammissibili i motivi aggiunti. In appello gli interessati contestavano la declaratoria di inammissibilità relativa al difetto di motivazione e sostenevano che il previo frazionamento catastale fosse necessario già nella fase di acquisizione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato integralmente la sentenza del TAR. Il primo motivo è stato ritenuto infondato perché le censure relative all’irragionevolezza, alla sproporzione e all’inclusione di aree ulteriori rispetto ai sedimi erano state proposte per la prima volta con memoria non notificata ai sensi dell’art. 73 c.p.a.; tali vizi, percepibili immediatamente dal provvedimento, dovevano essere dedotti tempestivamente con il ricorso introduttivo, a pena di decadenza. Il Collegio ha inoltre rilevato che l’acquisizione conseguente all’accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione costituisce esercizio di potere vincolato nell’an, fondato sull’abusività ormai definitivamente accertata. Quanto alla misura dell’acquisizione, l’art. 31 d.P.R. n. 380/2001 non stabilisce due criteri alternativi, ma individua il bene, l’area di sedime e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe, entro il limite massimo di dieci volte la superficie utile abusiva; l’acquisizione nella misura prevista dalla norma opera come conseguenza legale dell’inottemperanza. Il secondo motivo è stato respinto perché il previo frazionamento catastale non è necessario per la produzione dell’effetto traslativo in favore del Comune, ma soltanto per la successiva trascrizione e voltura. È quindi legittimo un atto che individui l’area mediante planimetria e rinvii a un successivo atto, da adottare dopo il frazionamento, la precisa individuazione catastale necessaria agli adempimenti pubblicitari. Gli appellanti sono stati condannati in solido al pagamento di 3.000 euro, oltre accessori, per spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    “il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita.”

    L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale consegue di diritto all’inottemperanza all’ordine di demolizione; la norma individua i beni e le aree acquisibili e pone il limite massimo di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita.

  • art. 13 l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004

    Costituisce la disciplina regionale applicata dal Comune per l’accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione e per l’acquisizione dei beni.

  • art. 73 c.p.a.

    Le censure nuove, formulate per la prima volta con memoria non notificata, non possono essere esaminate; i vizi percepibili dal provvedimento devono essere dedotti tempestivamente con l’atto introduttivo.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione dell’appello con sentenza in forma semplificata all’esito della camera di consiglio, previa comunicazione alle parti.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale conseguente all’inottemperanza a un ordine di demolizione costituisce esercizio di un potere vincolato nell’an quando l’abusività delle opere sia stata definitivamente accertata e non sia più contestabile.
  • Ai fini dell’acquisizione prevista dall’art. 31 d.P.R. n. 380/2001, la superficie acquisibile comprende il bene abusivo, l’area di sedime e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe secondo le prescrizioni urbanistiche, entro il limite massimo di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita; tale acquisizione opera come conseguenza legale dell’inottemperanza.
  • Il previo frazionamento catastale non è requisito necessario per la produzione dell’effetto acquisitivo in favore del Comune, ma è richiesto per la successiva trascrizione e voltura; l’atto può quindi individuare provvisoriamente l’area mediante planimetria e rinviare a un successivo atto la precisa individuazione catastale.
  • I vizi del provvedimento percepibili immediatamente devono essere dedotti tempestivamente con il ricorso introduttivo; la loro proposizione per la prima volta con una memoria non notificata comporta l’inammissibilità della relativa censura per tardività.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoMotivi aggiunti e ricorso incidentale
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezzaDecadenza e tardivitàEfficacia ed esecutorietà

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