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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01732/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (ente riscossione)

La controversia

La società aveva impugnato alcuni estratti di ruolo e le cartelle in essi indicate, deducendo esclusivamente il difetto di notifica degli atti di riscossione e chiedendone l'annullamento. I giudici di merito avevano respinto l'impugnazione: la CTP ritenendo provata la notifica sulla base della documentazione prodotta dall'Agente della riscossione, la CTR confermando il rigetto ma con diversa motivazione, osservando che la ricorrente non aveva dedotto alcun vizio intrinseco delle cartelle e ritenendo tale profilo dirimente. In cassazione la società ha proposto due motivi: con il primo ha denunciato la violazione di legge per avere la CTR escluso che il difetto di notifica della cartella, azionata tramite estratto di ruolo, costituisse motivo assorbente e sufficiente per l'accoglimento della domanda; con il secondo ha denunciato la violazione delle norme sulla notificazione delle cartelle e degli atti tributari e l'omesso esame di elementi istruttori, sostenendo l'insanabile difetto o l'inesistenza della procedura notificatoria seguita e l'erroneo apprezzamento delle prove offerte dal concessionario.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, alla luce dello ius superveniens richiamato dalle Sezioni Unite, l'estratto di ruolo non è impugnabile e che il ruolo e la cartella asseritamente invalidamente notificata sono direttamente impugnabili solo se il debitore dimostri uno specifico pregiudizio, tra quelli tipizzati dalla norma sopravvenuta. Poiché nel caso concreto la società non aveva neppure allegato tale pregiudizio, il ricorso originario avrebbe dovuto essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse; di conseguenza anche l'impugnazione per cassazione è stata dichiarata inammissibile. Le spese sono state compensate in ragione della sopravvenienza del precedente delle Sezioni Unite; è stato inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 100 c.p.c.

    Richiamato per affermare la carenza di interesse ad agire quando manca l'allegazione del pregiudizio richiesto dalla disciplina sopravvenuta.

  • art. 3-bis d.l. n. 146 del 2021

    Norma sopravvenuta richiamata come base della nuova disciplina dell'impugnazione del ruolo e della cartella non notificata o invalidamente notificata.

  • L. n. 215 del 2021

    Legge di conversione che ha inserito la modifica normativa richiamata dalla Corte.

  • art. 12 d.P.R. n. 602 del 1973

    Come novellato, disciplina che esclude l'impugnabilità dell'estratto di ruolo e consente la diretta impugnazione solo nei casi tipizzati.

  • art. 26 d.P.R. n. 602 del 1973

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme asseritamente violate in tema di notificazione della cartella di pagamento.

  • art. 140 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione che si assumevano violate.

  • art. 141 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione che si assumevano violate.

  • art. 145 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione che si assumevano violate.

  • art. 148 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione che si assumevano violate.

  • art. 149 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione che si assumevano violate.

  • art. 48 disp. att. c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione che si assumevano violate.

  • art. 60, comma 1, lett. e), d.P.R. n. 600 del 1973

    Richiamato dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione degli atti tributari che si assumevano violate.

  • artt. 7, 8 e 14 L. n. 890 del 1992

    Richiamati dalla ricorrente tra le norme sulla notificazione postale che si assumevano violate.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione al preteso vizio di motivazione e di apprezzamento delle prove.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato per l'obbligo, se dovuto, di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228 del 2012

    Norma che ha introdotto il meccanismo dell'ulteriore contributo unificato richiamato in dispositivo.

  • art. 80, comma 4, d.lgs. n. 50 del 2016

    Indicata come uno dei casi tipizzati in cui la mancata notifica o la notifica invalida del ruolo/cartella può fondare l'impugnazione diretta per il pregiudizio all'accesso alle procedure di appalto.

  • art. 48-bis d.P.R. n. 602 del 1973

    Indicata come uno dei casi tipizzati di pregiudizio che legittimano l'impugnazione diretta del ruolo/cartella.

  • art. 1, comma 1, lett. a), d.m. 18 gennaio 2008, n. 40

    Richiamato nel perimetro del pregiudizio tipizzato connesso alla riscossione di somme dovute da soggetti pubblici.

Massime di principio

  • In materia di riscossione a mezzo ruolo, l'estratto di ruolo non è autonomamente impugnabile; la tutela va indirizzata contro ruolo e cartella solo nei casi espressamente tipizzati dalla disciplina sopravvenuta.
  • La contestazione della sola invalidità o mancata notificazione della cartella non basta, da sola, a fondare l'azione se il debitore non allega e dimostra uno specifico pregiudizio tra quelli previsti dalla legge.
  • Quando la norma sopravvenuta subordina l'impugnazione diretta all'esistenza di un interesse concreto e qualificato, la mancanza di allegazione di tale pregiudizio determina la carenza di interesse ad agire e quindi l'inammissibilità del ricorso.
  • Lo ius superveniens può incidere sui processi pendenti anche in sede di legittimità, imponendo al giudice di applicare la disciplina più recente sulla proponibilità dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaDecadenzaGiudicato

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