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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22491/2025 del 16/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non essendo state ravvisate ragioni di esonero. Rimane ferma la condanna per la violazione dell'art. 186, comma 2, lett. b), d.lgs. 285/1992, già confermata in appello.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato in primo grado e con sentenza confermata in appello, ha proposto ricorso per cassazione avverso la decisione della Corte di Appello di Palermo che aveva mantenuto la condanna a mesi due di arresto ed euro 600 di ammenda per la guida in stato di ebbrezza. Con un unico motivo ha dedotto vizio di motivazione, lamentando il mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, sostenendo che ne ricorressero i presupposti applicativi. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo non deducibile in sede di legittimità, osservando che la valutazione ex art. 131-bis c.p. richiede la compresenza della particolare tenuità dell'offesa e della non abitualità del comportamento, accertamenti rimessi al giudice di merito sulla base degli indici di cui all'art. 133, comma 1, c.p.; nel caso concreto, la sentenza impugnata aveva già valorizzato correttamente gli elementi ostativi alla concessione del beneficio.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2, lett. b), d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    Norma incriminatrice posta a fondamento della condanna per guida in stato di ebbrezza, confermata nei gradi di merito.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità richiede congiuntamente particolare tenuità dell'offesa e non abitualità del comportamento; la verifica spetta al giudice di merito sulla base degli indici normativi.

  • art. 133, primo comma, c.p.

    Criterio di valutazione richiamato per apprezzare modalità della condotta, esiguità del danno o del pericolo e, quindi, la particolare tenuità dell'offesa.

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    Richiamata per affermare la conseguente condanna al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è configurabile solo quando concorrano cumulativamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità della condotta; il difetto di uno solo dei due requisiti esclude l'applicazione dell'istituto.
  • La valutazione sulla particolare tenuità dell'offesa va compiuta dal giudice di merito attraverso gli indici delle modalità della condotta e dell'esiguità del danno o del pericolo, secondo i criteri dell'art. 133, comma 1, c.p.
  • In sede di legittimità non è deducibile un motivo che, sotto la veste del vizio di motivazione, miri a ottenere una nuova valutazione di merito degli elementi già scrutinati dal giudice territoriale per escludere l'art. 131-bis c.p.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, seguono per legge la condanna alle spese processuali e, salvo ragioni di esonero, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàGuida in stato di ebbrezzaImpugnazioni
RamiParte generaleReati stradaliProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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