Cassazione Civile, Ordinanza n. 12587/2023 del 10/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (privati)
La controversia
La controversia nasce dalla decisione del Commissario per la liquidazione degli usi civici della Regione Sardegna che aveva dichiarato alcuni terreni siti nel Comune di Austis destinati ad uso civico in favore della comunità locale, anche in relazione a mappali specifici e a terreni recintati dai ricorrenti. La Corte d’appello di Roma, sezione speciale usi civici, aveva respinto il reclamo dei privati, ritenendo concordanti le relazioni tecniche e valorizzando una presunzione di demanialità in assenza di prova di un valido titolo di acquisto in capo ai privati. I ricorrenti hanno proposto ricorso per cassazione deducendo, con un primo motivo, la violazione della legge n. 2252 del 1865, sostenendo che i terreni, qualificabili come ex ademprivili, erano stati trasferiti al Comune e poi assegnati o alienati, con conseguente perdita della natura demaniale e insussistenza dell’uso civico; con un secondo motivo hanno denunciato l’omesso esame di fatti decisivi e di documenti e pronunce che avrebbero dimostrato la natura ex ademprivile dei beni e l’avvenuto scorporo e assegnazione, con conseguente esclusione del vincolo civico.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo. Ha osservato che la sentenza impugnata non aveva esaminato la vicenda concreta alla luce della complessa disciplina storica e normativa applicabile ai terreni ademprivili in Sardegna, disciplina che prevedeva meccanismi di trasferimento ai comuni, vendita dei terreni e possibili retrocessioni al demanio o al comune. Per questa ragione ha cassato la sentenza della Corte d’appello e ha rinviato alla medesima Corte d’appello di Roma, in diversa composizione, perché proceda a un nuovo esame dei fatti tenendo conto dei rilievi indicati e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito.
Norme richiamate
art. 32 l. n. 1766 del 1927
viene richiamato come base del reclamo avverso la decisione del Commissario per gli usi civici
artt. 375, comma 2, 2-quater, e 380 bis.1, c.p.c.
disciplinano la trattazione del ricorso in camera di consiglio nel testo applicabile ratione temporis
art. 35 del d.lgs. n. 149 del 2022
indicato come criterio per individuare il testo processuale applicabile ratione temporis
art. 8 della legge 10 luglio 1930 n. 1078
richiamato per escludere la tardività del ricorso, nel regime temporale applicabile
legge 23 aprile 1865, n. 2252
ha abolito gli ademprivi e i diritti di cussorgia in Sardegna e ha previsto la devoluzione dei terreni ademprivili e cussorgiali ai comuni, con obblighi di soddisfacimento delle ragioni degli aventi diritto e di successiva alienazione dei terreni
regio decreto 26 luglio 1865, n. 2435
regolamento di attuazione della legge n. 2252 del 1865
legge 18 agosto 1870 n. 5839
ha riconosciuto ai comuni sardi la facoltà di alienare o dividere in lotti, a titolo oneroso, i terreni ademprivili o cussorgiali ceduti con la legge del 1865
legge n. 5858 del 1870
richiamata come ulteriore tappa delle vicende di vendita e retrocessione dei terreni ex ademprivili
legge n. 147 del 1873
richiamata come normativa successiva sulle vicende dei terreni ex ademprivili
legge n. 382 del 1897
richiamata come normativa successiva sulle vicende dei terreni ex ademprivili
legge 16 giugno 1927, n. 1766
aveva previsto, finché non abrogato, l’esercizio delle attribuzioni del commissario regionale per la Sardegna in conformità al R.D. 10 novembre 1907, n. 844
Regio Decreto 10 novembre 1907, n. 844
richiamato come testo unico delle leggi contenenti provvedimenti per l’isola, cui rinviava l’art. 35 della legge n. 1766 del 1927
statuto della Regione autonoma Sardegna
art. 3, lettera n); art. 6
riconosce la potestà legislativa e amministrativa regionale in materia di usi civici
legge reg. n. 12 del 1994
richiamata come disciplina regionale della utilizzazione dei beni d’uso civico
Massime di principio
- Nelle controversie relative ai terreni ex ademprivili sardi, il giudice deve ricostruire la qualitas soli alla luce della disciplina storica e delle sue successive modifiche, senza limitarsi a presunzioni di demanialità o alla sola consistenza degli atti catastali.
- La verifica della destinazione a uso civico richiede di considerare se il bene sia rimasto nel regime demaniale ovvero sia stato oggetto di trasferimenti, assegnazioni, alienazioni o retrocessioni previsti dalle leggi speciali sarde.
- Quando la fattispecie concreta è regolata da una successione di norme speciali storiche, la decisione di merito è censurabile se non confronta il materiale istruttorio con l’intero quadro normativo applicabile.
- L’accoglimento di un motivo di ricorso che evidenzi la mancata applicazione della corretta disciplina sostanziale può assorbire gli ulteriori motivi fondati sull’omesso esame di fatti decisivi.
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