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Ordinanza

Ordinanza n. 2462/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento M_D -OMISSIS-REG2025 n. -OMISSIS-in data 17.11.2025 della Direzione Generale per il Personale Civile (DGPC) - 1° Reparto - 1^ Divisione - 1^ Sezione, nella parte in cui dispone l'assegnazione del ricorrente, in seguito al transito nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa, presso l'Ufficio Generale Infrastrutture della Marina Militare - MARIUGINFRA - di Roma, nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali comunque lesivi dei diritti del ricorrente, ivi compresa la Direttiva del Ministero della Difesa n. M_D -OMISSIS-REG2023 -OMISSIS-del 25/07/2023, ove interpretata e applicata nel senso di escludere in radice il bilanciamento tra gli interessi pubblici e privati coinvolti nella individuazione della sede di servizio, e di limitare indebitamente le possibilità di deroga ai criteri generali di assegnazione, nonché il contratto di lavoro individuale, giocoforza sottoscritto, nella parte in cui individua in Roma la sede di servizio in luogo di quella richiesta, Genova, in ragione delle problematiche sanitarie e assistenziali rappresentate.

Giustizia amministrativa202600480

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: assegnazione presso l'Ufficio Generale Infrastrutture della Marina Militare di Roma, anziché presso la sede richiesta di Genova, e atti connessi, compreso il contratto individuale di lavoro e la direttiva sui transiti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui, a seguito del transito nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa, è stato assegnato alla sede di Roma, chiedendo la sospensione cautelare degli effetti dell'atto. Ha contestato, in particolare, l’omessa o insufficiente considerazione delle proprie condizioni di salute in relazione alla compatibilità degli spostamenti dal domicilio di Genova alla sede di Roma; la mancata valutazione delle esigenze familiari di assistenza ai genitori, ritenute dall’Amministrazione non riconducibili a una situazione grave in assenza della qualifica formale di caregiver rispetto a un parente con handicap grave; la mancata verifica della disponibilità di impieghi presso le strutture civili delle Capitanerie di Porto, anche mediante interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture. Il ricorrente ha inoltre contestato la direttiva ministeriale ove interpretata nel senso di escludere in radice il bilanciamento tra interessi pubblici e privati e di limitare le deroghe ai criteri generali di assegnazione. Con una precedente ordinanza il TAR aveva già disposto il riesame della posizione alla luce di tali criticità, ma l’Amministrazione non vi ha dato seguito.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso, per quanto di ragione nei confronti del ricorrente, l’efficacia degli atti impugnati. La decisione si fonda sulla permanenza delle esigenze cautelari già rilevate nella precedente ordinanza e sull’inerzia dell’Amministrazione, che non ha proceduto al riesame richiesto dal giudice. Sono rimaste irrisolte la valutazione della compatibilità tra le condizioni di salute e gli spostamenti verso Roma, l’esame concreto delle esigenze familiari di assistenza e la verifica di eventuali posizioni disponibili presso le strutture civili delle Capitanerie di Porto. Il TAR ha fissato l’udienza pubblica per la trattazione del merito al 25 novembre 2026, lasciando comunque all’Amministrazione la possibilità di procedere al riesame nelle more. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha ritenuto persistenti le esigenze cautelari e ha sospeso gli atti impugnati.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base per disporre l’oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato quale fondamento della tutela dei dati relativi alla salute mediante oscuramento del provvedimento.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    È richiamato, nel testo vigente, a sostegno dell’oscuramento dei dati relativi alla salute.

Massime di principio

  • Quando l’Amministrazione non esegue un ordine cautelare di riesame già disposto dal giudice amministrativo, la persistente mancata riedizione della valutazione può giustificare la reiterazione della sospensione degli atti impugnati fino alla trattazione del merito.
  • Nell’assegnazione della sede di servizio conseguente al transito di un dipendente nelle aree funzionali del personale civile, la valutazione delle condizioni di salute non può arrestarsi alla compatibilità con le mansioni, ma deve considerare anche la compatibilità con gli spostamenti necessari per raggiungere la sede assegnata.
  • Le esigenze familiari di assistenza devono essere valutate in concreto e non possono essere escluse automaticamente solo perché il dipendente non possiede la formale qualifica di caregiver riferita a un familiare con handicap grave.
  • Nella scelta della sede di servizio, l’Amministrazione deve verificare, ove rilevante, la disponibilità di impieghi alternativi presso strutture pubbliche compatibili e procedere a un effettivo bilanciamento tra esigenze organizzative e condizioni personali e familiari del dipendente.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di istruttoriaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoEffetto conformativo e riedizione del potere

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