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Sentenza

Sentenza n. 10713/2026 - Roma, Sezione 2B

per l'annullamento del diniego tacito opposto da “Napoli Obiettivo Valore” s.r.l. all’istanza di accesso del 1° febbraio 2025.

Giustizia amministrativa202603567

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego tacito sull'istanza di accesso agli atti relativi a un fermo amministrativo, finalizzata a valutare l'impugnazione della misura

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (soggetto passivo fermo)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ex art. 116 c.p.a. contro il silenzio-diniego formatosi sull'istanza di accesso trasmessa via PEC il 1° febbraio 2026, avente a oggetto gli atti relativi al fermo amministrativo imposto alla propria autovettura. Ha dedotto la necessità di acquisire la documentazione per valutare eventuali iniziative di impugnazione del fermo e, quindi, per l'esercizio del diritto di difesa. La società intimata, pur ritualmente evocata, non si è costituita.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che l'interesse all'accesso documentale debba essere diretto, concreto e attuale. L'interesse è diretto perché la richiedente è il soggetto passivo del fermo amministrativo e vanta una posizione differenziata e qualificata rispetto alla generalità dei cittadini; è concreto perché l'accesso è funzionale all'esercizio del diritto di difesa e alla possibile opposizione al fermo; è attuale perché mira alla tutela del patrimonio della richiedente. Il Collegio ha quindi annullato il diniego tacito e ordinato alla società di esibire e rilasciare copia dei documenti entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza. La società è stata condannata alle spese processuali, liquidate in euro 350,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, con attribuzione ai difensori antistatari.

Norme richiamate

  • artt. 22 ss. l. 241/1990

    l'interesse idoneo a fondare l'accoglimento del ricorso ex artt. 22 e ss. l. 241/1990 deve essere diretto, concreto e attuale

    L'accesso documentale richiede un interesse personale e qualificato, specificamente correlato alla sfera del richiedente, finalizzato all'acquisizione di dati o informazioni utili e non meramente eventuale.

  • art. 116 c.p.a.

    ricorso ex art. 116 c.p.a.

    Il rito è applicabile all'impugnazione del diniego, espresso o tacito, di accesso ai documenti amministrativi.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente l'attribuzione delle spese distratte in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Massime di principio

  • L'interesse all'accesso documentale deve essere diretto, concreto e attuale: diretto quando è correlato alla sfera individuale e personale del richiedente; concreto quando è specificamente finalizzato all'acquisizione di dati o informazioni rilevanti e potenzialmente utili; attuale quando non è meramente prospettico o eventuale e l'acquisizione documentale può incidere concretamente sulla tutela di un bene della vita.
  • Il soggetto destinatario di una misura amministrativa incidente sulla propria sfera giuridica vanta una posizione differenziata e qualificata che legittima l'accesso agli atti presupposti o relativi alla misura.
  • L'accesso è concreto e attuale quando è funzionale all'esercizio del diritto di difesa e alla valutazione o proposizione di iniziative giudiziarie contro l'atto amministrativo lesivo.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentale
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicità

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