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Sentenza

Sentenza n. 120/2026 - Milano, Sezione 2

per il parziale annullamento - della nota Prot. n. -OMISSIS- del 02.03.2023, conclusiva del procedimento di cui alla SCIA in sanatoria n. -OMISSIS-, emessa dalla Responsabile del Settore Urbanistica del Comune di Buccinasco, limitatamente alla sola parte in cui, tra le conseguenze derivanti dall'ascrivibilità dell'intervento all'art. 37, comma 1 del D.P.R. n. 380/2001, viene indebitamente dettata la prescrizione 1), ossia “dover rispettare, per eventuali interventi futuri anche di mera modifica della distribuzione interna, il parametro dell'altezza media ponderale pari a 2,40 mt.” (doc. 1); - di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso e/o consequenziale, facendo espressa riserva di motivi aggiunti, ed in particolare, per quanto occorrer possa, della nota confermativa del Comune di Buccinasco Prot. n. -OMISSIS- del 07.04.2023 (doc. 2).

Giustizia amministrativa202300878

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota comunale conclusiva di una SCIA in sanatoria, limitatamente alla prescrizione relativa al rispetto dell'altezza media ponderale di 2,40 metri per futuri interventi edilizi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva realizzato il recupero abitativo di un sottotetto con un controsoffitto destinato anche a limitare l'altezza interna a 2,40 metri. Dopo la rimozione del controsoffitto, eseguita senza titolo, aveva presentato una SCIA in sanatoria per regolarizzare tale intervento e ulteriori difformità relative alla copertura e ai serramenti. Il Comune aveva chiuso il procedimento affermando che le modifiche alla copertura e ai serramenti rientravano nell'art. 37, comma 4, del d.P.R. 380/2001, mentre la rimozione del controsoffitto, comportante un'altezza media di circa 3,45 metri, era riconducibile all'art. 37, comma 1, senza tuttavia produrre una regolarizzazione urbanistico-edilizia. La nota impugnata prescriveva, tra l'altro, il rispetto dell'altezza media ponderale di 2,40 metri per eventuali interventi futuri. Il ricorrente deduceva, con due motivi congiunti, la violazione e falsa applicazione dell'art. 37, comma 1, del d.P.R. 380/2001, nonché eccesso di potere per sviamento, travisamento ed erronea valutazione dei presupposti di fatto e di diritto. Sosteneva che il procedimento di sanatoria si fosse concluso favorevolmente, che il pagamento della sanzione avesse regolarizzato l'intervento e che la prescrizione costituisse una sanatoria condizionata o una limitazione illegittima degli effetti della sanatoria.

La decisione

Il TAR ha respinto entrambi i motivi, trattandoli congiuntamente. Ha rilevato che, per la rimozione del controsoffitto, il Comune aveva escluso la sussistenza dei presupposti della sanatoria e che nessun provvedimento di regolarizzazione urbanistico-edilizia era stato conseguito. Il pagamento della sanzione prevista dall'art. 37, comma 1, del d.P.R. 380/2001 non produce, di regola, effetti sananti né equivale a un titolo edilizio in sanatoria: l'intervento resta urbanisticamente illegittimo, benché la pretesa sanzionatoria pecuniaria si esaurisca con il pagamento. L'effetto equiparato al permesso di costruire in sanatoria è previsto espressamente solo dall'art. 38, comma 2, del medesimo decreto, per la diversa fattispecie ivi disciplinata. La prescrizione relativa al rispetto dell'altezza di 2,40 metri per futuri interventi non ha quindi condizionato una sanatoria già conseguita, ma ha ribadito che la rimozione del controsoffitto non era stata sanata e che ogni futura attività edilizia avrebbe dovuto rispettare la disciplina urbanistico-edilizia applicabile, inclusi i parametri per il recupero dei sottotetti. Ricorso respinto e spese compensate, con nulla per le spese in ragione della mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 37, comma 1, d.P.R. 380/2001

    La realizzazione di interventi edilizi di cui all'articolo 22, commi 1 e 2, in assenza della o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività comporta la sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione degli interventi stessi e comunque in misura non inferiore a 516 euro.

    La sanzione pecuniaria prevista per interventi eseguiti in assenza o difformità dalla SCIA, quando non ricorrono i presupposti della sanatoria, non determina la regolarizzazione urbanistico-edilizia dell'intervento.

  • art. 37, comma 4, d.P.R. 380/2001

    Ove l'intervento realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il responsabile dell'abuso o il proprietario dell'immobile possono ottenere la sanatoria dell'intervento versando la somma, non superiore a 5164 euro e non inferiore a 516 euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all'aumento di valore dell'immobile valutato dall'agenzia del territorio.

    La sanatoria mediante pagamento presuppone la doppia conformità dell'intervento; nel caso concreto il Comune ha ritenuto insussistenti tali presupposti per la rimozione del controsoffitto.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Il richiamo all'art. 36 è utilizzato per distinguere l'accertamento di conformità, non conseguito per la rimozione del controsoffitto, dal mero pagamento della sanzione ex art. 37, comma 1.

  • art. 38, comma 2, d.P.R. 380/2001

    L'integrale corresponsione della sanzione pecuniaria irrogata produce i medesimi effetti del permesso di costruire in sanatoria di cui all'articolo 36.

    L'equiparazione tra pagamento della sanzione e permesso di costruire in sanatoria opera solo nella specifica fattispecie prevista dall'art. 38, comma 2, e non è generalizzabile alla sanzione ex art. 37, comma 1.

  • art. 22, comma 1, lett. c), d.P.R. 380/2001

    È richiamato dal Comune quale disposizione relativa agli interventi eseguibili mediante SCIA, nell'ambito della qualificazione delle opere oggetto della segnalazione in sanatoria.

  • art. 63, comma 6, l.r. Lombardia 12/2005

    È richiamato quale parametro per l'altezza media da rispettare nel recupero abitativo dei sottotetti.

  • art. 64, comma 1, l.r. Lombardia 12/2005

    È richiamato quale ulteriore base normativa del limite di altezza applicabile al recupero del sottotetto.

Massime di principio

  • Il pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37, comma 1, del d.P.R. 380/2001 per interventi eseguiti in assenza o difformità dalla SCIA non produce, di per sé, la sanatoria o la piena legittimazione urbanistico-edilizia dell'intervento, quando non ricorrono i presupposti dell'accertamento di conformità.
  • L'effetto di equiparazione del pagamento della sanzione al permesso di costruire in sanatoria opera soltanto nei casi espressamente previsti dall'art. 38, comma 2, del d.P.R. 380/2001 e non può essere esteso alla sanzione ordinaria di cui all'art. 37, comma 1.
  • Quando l'intervento edilizio resta privo di regolarizzazione urbanistico-edilizia, l'amministrazione può precisare che eventuali future trasformazioni dell'immobile dovranno rispettare i parametri urbanistici ed edilizi vigenti, senza che tale precisazione costituisca una sanatoria condizionata o una limitazione di una sanatoria già rilasciata.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàEccesso di potere

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