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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44985/2024 del 09/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Firenze del 18/04/2024 che, in un procedimento dibattimentale promosso con citazione diretta per il reato di cui all'art. 624-bis c.p., aveva restituito gli atti al PM "affinché provveda con richiesta di rinvio a giudizio atteso che per il reato contestato deve essere celebrata l'udienza preliminare". Il ricorrente denunciava l'abnormità del provvedimento per avere determinato la stasi del procedimento, essendo il reato pacificamente procedibile con citazione diretta.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha qualificato l'ordinanza come abnorme sul piano funzionale in quanto determinava l'inevitabile stasi del processo: non era possibile reiterare il decreto di citazione diretta (perché già annullato) né procedere con una richiesta di rinvio a giudizio, che sarebbe stata inesatta rispetto al titolo di reato. Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Firenze per il prosieguo del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Nel caso esaminato il reato di cui all'art. 624-bis è stato ritenuto procedibile mediante citazione diretta; la disposizione è stata rilevante per affermare l'inammissibilità della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Tribunale

  • art. 111 Costituzione

    Richiamato come fondamento della possibilità per la Corte di cassazione di rimuovere gli effetti di atti processuali abnormi attraverso il ricorso per cassazione

Massime di principio

  • Un provvedimento è "abnorme" quando, per la sua singolarità, si pone al di fuori dell'ordinamento processuale; può essere abnorme strutturalmente o funzionalmente
  • Se un ordine del giudice determina la stasi del processo (impossibilità di proseguire regolarmente), esso può essere considerato abnorme e impugnabile in cassazione
  • Quando il reato è procedibile con citazione diretta, non è corretto riconvertire il procedimento in udienza preliminare tramite restituzione degli atti al PM per richiesta di rinvio a giudizio; tal condotta può giustificare l'annullamento del provvedimento
  • Se un decreto di citazione diretta è già stato annullato, non può essere semplicemente reiterato; il giudice deve garantire forme procedurali compatibili col titolo di reato
  • In situazioni analoghe il rimedio del Procuratore è il ricorso per cassazione: la Corte può annullare senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente per evitare la stasi processuale
  • Prassi consigliata per il PM: verificare preliminarmente la corretta procedibilità del reato (citazione diretta vs udienza preliminare) e, in presenza di provvedimenti difformi, impugnare tempestivamente per evitare paralisi del procedimento

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