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Sentenza

Sentenza del 28/02/2017 n. 814 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Riscossione e misure cautelari - Prescrizione e decadenza - Cartella non impugnata - Prescrizione breve - Efficacia.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda il termine di prescrizione applicabile dopo la notifica di una cartella esattoriale non impugnata e quindi divenuta definitiva. Il ricorrente ha sostenuto che, decorso il termine per impugnare la cartella, il credito non si trasformasse automaticamente in un'obbligazione soggetta alla prescrizione ordinaria decennale prevista dall'art. 2953 c.c., ma continuasse a essere soggetto al termine di prescrizione sostanziale previsto per quel tipo di credito, nella fattispecie quinquennale.

La decisione

La tesi del ricorrente è stata accolta. La definitività della cartella non impugnata produce l'irretrattabilità del credito, ma non determina la cosiddetta conversione della prescrizione breve in prescrizione decennale. Il termine decennale può operare quando il credito è riconosciuto da un titolo giudiziale divenuto definitivo; la mera scadenza del termine per impugnare un atto di riscossione non è sufficiente. Pertanto, per i crediti soggetti a prescrizione quinquennale, il termine successivo alla notifica della cartella resta di cinque anni, salvo atti interruttivi validamente notificati.

Norme richiamate

  • Art. 2953 del codice civile

    La scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione non determina la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale.

    La conversione della prescrizione breve in prescrizione decennale opera in presenza di un titolo giudiziale definitivo, non per il solo fatto che una cartella esattoriale o altro atto di riscossione non sia stato impugnato.

  • Principio giurisprudenziale delle Sezioni Unite della Corte di cassazione, richiamato anche da Cass. n. 23397/2016

    La scadenza del termine perentorio ... produce solo l'effetto sostanziale dell'irretrattabilità del credito, ma non determina anche l'effetto della "conversione" del termine di prescrizione breve ... in quello ordinario decennale.

    Il principio si applica agli atti di riscossione mediante ruolo o coattiva relativi a crediti previdenziali, tributari, extratributari, degli enti locali e alle sanzioni amministrative. La prescrizione propria del credito resta invariata, anche dopo la mancata impugnazione della cartella.

Massime di principio

  • Una cartella esattoriale non impugnata diventa definitiva quanto all'esistenza e all'ammontare del credito, ma non trasforma automaticamente il termine di prescrizione applicabile.
  • Per stabilire il termine di prescrizione occorre individuare la natura originaria del credito: se la legge prevede un termine quinquennale, questo resta normalmente applicabile anche dopo la notifica e la mancata impugnazione della cartella.
  • Il termine decennale previsto dall'art. 2953 c.c. richiede, in linea generale, un titolo giudiziale definitivo; non è sufficiente un atto amministrativo o esattoriale divenuto definitivo per mancata opposizione.
  • La prescrizione può essere interrotta da atti validi e tempestivamente notificati, per cui il calcolo deve considerare la data della cartella e degli eventuali successivi atti interruttivi.
  • La regola riguarda, in particolare, crediti previdenziali, tributi, entrate degli enti locali e sanzioni amministrative, quando per tali crediti sia prevista una prescrizione sostanziale più breve di quella ordinaria.

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