Ordinanza n. 1675/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di revoca del nullaosta e di rigetto della domanda di autorizzazione all’ingresso per lavoro di cittadini stranieri
Esito
Favorevole al resistente (ministero e prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui l’amministrazione ha revocato il nullaosta e respinto la domanda di autorizzazione all’ingresso presentata da una datrice di lavoro in suo favore, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo emerge che la contestazione riguardava, in particolare, la valutazione della capacità economica dell’azienda datrice di lavoro. L’amministrazione, pur avendo preso a riferimento il reddito di esercizio anziché il fatturato, ha ritenuto che l’impresa non fosse economicamente in grado di sostenere l’assunzione di ulteriori 30 lavoratori stranieri, considerato che aveva già 12 dipendenti. Il ricorrente ha quindi prospettato l’illegittimità del provvedimento impugnato, ma l’ordinanza non specifica analiticamente i singoli motivi di ricorso.
La decisione
In sede cautelare, il TAR ha ritenuto che il ricorso non fosse assistito da sufficiente fumus boni iuris. A un sommario esame, non è stata considerata irragionevole la valutazione dell’amministrazione circa l’insufficiente capacità economica dell’azienda, anche perché il dato utilizzato, pur diverso dal fatturato, è stato ritenuto idoneo a sostenere la conclusione secondo cui l’impresa non poteva sostenere l’assunzione di altri 30 lavoratori, a fronte dei 12 già alle sue dipendenze. La domanda cautelare è stata pertanto respinta. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare; il TAR ha escluso, allo stato degli atti e con valutazione sommaria, la sussistenza di un sufficiente fumus boni iuris.
Massime di principio
- In sede cautelare, la sospensione dell’efficacia di un provvedimento amministrativo può essere negata quando, a un sommario esame, la valutazione amministrativa contestata non appaia irragionevole e non emerga un sufficiente fumus boni iuris.
- Nella valutazione della capacità economica di un’impresa che richieda l’ingresso di lavoratori stranieri, l’amministrazione può fondare il diniego su elementi contabili diversi dal fatturato, purché la valutazione complessiva risulti non irragionevole e dimostri l’inadeguatezza dell’impresa a sostenere il numero di assunzioni richiesto.
Come è indicizzato
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