Cassazione Penale, Sentenza n. 2869/2022 del 25/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della declaratoria di inammissibilità del ricorso per cassazione contro l'ordinanza della Corte di Appello di Ancona. Il ricorrente ha sostenuto che la Corte di Cassazione aveva errato nel ritenere necessaria la procura speciale autenticata per il difensore che proponeva ricorso in materia di rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p., rilevando invece che, secondo il ricorrente, il difensore avrebbe legittimazione diretta a norma dell'art.127 comma 7 c.p.p. e che l'art.610 comma 5-bis c.p.p. ammetterebbe il ricorso straordinario relativo alla legittimazione ad impugnare.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che non sussiste errore di fatto rimediabile ai sensi dell'art.625-bis c.p.p., perché le doglianze del ricorrente riguardavano questioni di interpretazione normativa e di legittimazione soggettiva, non una errata percezione dei fatti. È stato confermato il principio secondo cui, in tema di rescissione del giudicato ex art.629-bis c.p.p., il ricorso per cassazione nell'interesse del condannato proposto dal difensore richiede la procura speciale autenticata, per il rinvio operato alla disciplina dell'art.640 c.p.p. Come conseguenza il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Il rimedio per errore di fatto è limitato ai casi di fuorviata rappresentazione percettiva dei dati e non è idoneo a rettificare interpretazioni di norme o valutazioni giuridiche.
art. 629-bis cod. proc. pen.
Norma che disciplina la rescissione del giudicato; la Corte l'ha inquadrata nel quadro che richiede, per il ricorso per cassazione connesso, la verifica della legittimazione soggettiva del difensore.
art. 127 comma 7 cod. proc. pen.
Richiamata dalla difesa quale presunta fonte di legittimazione diretta del difensore all'impugnazione nel procedimento ex art.629-bis, ma la Corte ha ritenuto prevalente la disciplina che richiede procura speciale per il ricorso per cassazione.
art. 610 comma 5-bis cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa come possibile base per ammettere ricorso straordinario sulla legittimazione, ma la Corte ha ritenuto che la questione attiene a interpretazione di norme e non a errore di fatto.
art. 640 cod. proc. pen.
Norma richiamata per analogia/ritorno nella disciplina della revisione: prevede la necessità della procura speciale autenticata per la proposizione del ricorso per cassazione, il principio è stato esteso alla materia della rescissione del giudicato.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese e alla riparazione a favore della Cassa delle Ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità o rigetto del ricorso; applicata dalla Corte nella quantificazione della sanzione pecuniaria.
Massime di principio
- Il rimedio ex art.625-bis c.p.p. tutela soltanto errori di fatto basati su una fuorviata percezione o rappresentazione dei dati processuali, non questioni di diritto o interpretazione normativa.
- Nei procedimenti di rescissione del giudicato ex art.629-bis c.p.p., il ricorso per cassazione presentato dall'avvocato nell'interesse del condannato richiede la procura speciale autenticata; l'assenza di tale procura determina la carenza di legittimazione e l'inammissibilità.
- Le doglianze che concernono la legittimazione ad impugnare e l'interpretazione di norme devono essere sollevate con i mezzi processuali idonei a sindacare il diritto, non attraverso il rimedio per errore di fatto.
- Prima di proporre ricorso per cassazione in casi simili, verificare la documentazione di legittimazione (procura speciale autenticata) del difensore e fondare le argomentazioni su questioni di diritto ammissibili; altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile con condanna alle spese e sanzione alla Cassa delle Ammende.
- La giurisprudenza di legittimità già orientata in senso coerente può escludere l'esistenza di un errore di fatto se la Corte si è limitata ad applicare principi giuridici consolidati.
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