Cassazione Penale, Sentenza n. 27558/2022 del 15/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della responsabilità per furto in abitazione (artt. 110, 624-bis c.p.) relativo alla sottrazione di tre taniche di gasolio dal cortile pertinenziale dell'abitazione di Zullo Lazaro; deducono violazione di legge sul concetto di "privata dimora" e vizio di motivazione con richiesta di derubricazione del reato; Del Volo contesta altresì il trattamento sanzionatorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili, confermando la qualificazione giuridica come furto in abitazione ai sensi dell'art. 624-bis c.p. in quanto il cortile è ritenuto pertinenza di luogo di privata dimora; ha ritenuto legittimo il trattamento sanzionatorio anche con attenuanti pari per i due imputati, richiamando il principio che la diminuzione può essere diversa per pena pecuniaria e pena detentiva; ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 ciascuno in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 624-bis cod. pen.
La Corte interpreta che il furto commesso nel cortile pertinenziale di un'abitazione integra il delitto di furto in abitazione, essendo il cortile pertinenza di luogo di privata dimora.
art. 110 cod. pen.
Richiamato per qualificare la partecipazione in concorso dei due imputati nella commissione del reato.
art. 62 n. 6 cod. pen.
La Corte conferma che la concessione dell'attenuante è ammessa e che la riduzione della pena può operare in misura differente tra pena pecuniaria e pena detentiva, non essendovi principio di unitarietà della pena.
art. 616 c.p.p.
Usato per giustificare la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della sanzione a favore della cassa delle ammende per ricorso inammissibile.
Giurisprudenza richiamata (Sez. IV, n. 42144 del 14/10/2021)
Sez. IV, n. 42144 del 14/10/2021 (Rv. 282069)
Precedente richiamato per sostenere il principio che, in presenza di attenuanti, nulla impedisce che la diminuzione del quantum sia diversa per la pena pecuniaria rispetto alla pena detentiva.
Massime di principio
- Un cortile appartenente alla pertinenza di un'abitazione può integrare la nozione di "privata dimora" e qualificare il furto come furto in abitazione ai sensi dell'art. 624-bis c.p.; la valutazione dipende dalla natura pertinenziale dell'area.
- Gli argomenti che ripropongono le stesse questioni già decise in appello, senza nuovi profili determinanti, sono a rischio di inammissibilità in Cassazione per manifesta infondatezza.
- La concessione di attenuanti non impone una riduzione uniforme delle diverse voci di pena: è possibile una differenziazione dell'entità della diminuzione tra pena detentiva e pena pecuniaria.
- In caso di ricorso inammissibile la Corte può irrogare la condanna alle spese processuali e infliggere una sanzione a favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
- Per ottenere la derubricazione di un furto commesso in aree esterne (es. cortile condominiale) bisogna dimostrare in modo convincente l'assenza della qualità di pertinenza o l'estraneità del luogo rispetto alla privata dimora.
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