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Ordinanza

Ordinanza n. 4579/2026 - Roma, Sezione 3

per l'annullamento - del provvedimento del 12 settembre 2025, recante "l'avviso di approvazione del progetto definitivo con dichiarazione di pubblica utilità ed imposizione del vincolo preordinato all'asservimento coattivo" ai sensi dell'art. 17, comma 2, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 e s.m.i.; - del Decreto del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. 239/EL-279bis/347/2021-VL, del 6 marzo 2025, nonché dei relativi allegati progettuali, nonché del Decreto pres. Reg. Siciliana n. 510/GABdel07/02/2025 recante l'Intesa regionale al progetto.

Giustizia amministrativa202512646

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IIIOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Avviso di approvazione del progetto definitivo con dichiarazione di pubblica utilità e imposizione del vincolo preordinato all'asservimento coattivo, relativo a una variante localizzativa del tracciato dell'elettrodotto, nonché decreto ministeriale autorizzativo e intesa regionale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'avviso del 12 settembre 2025, il decreto ministeriale del 6 marzo 2025 e l'intesa regionale relativa alla variante del tracciato dell'elettrodotto a 380 kV "Chiaramonte Gulfi – Ciminna", nella parte riguardante i terreni di sua proprietà tra i sostegni n. 56 e n. 61. Dal testo emerge che la variante, proposta per ottimizzare il posizionamento dei sostegni all'interno della medesima proprietà, si inserisce nella sequenza procedimentale dell'autorizzazione originaria dell'opera, già corredata da dichiarazione di pubblica utilità e apposizione del vincolo preordinato all'esproprio. La legittimità dell'autorizzazione originaria, del relativo procedimento, della valutazione ambientale e della localizzazione del tracciato nel medesimo tratto è oggetto di un appello pendente dinanzi al Consiglio di Stato contro una precedente sentenza del TAR. Il TAR non esamina nel merito i motivi di annullamento, ritenendo logicamente pregiudiziale la definizione dell'appello relativo al titolo autorizzatorio e alla localizzazione dell'infrastruttura.

La decisione

Il TAR sospende il giudizio in via facoltativa fino alla definizione dell'appello pendente dinanzi al Consiglio di Stato. La sospensione è ritenuta giustificata dal rapporto di pregiudizialità logico-giuridica: la decisione sull'autorizzazione originaria e sulla localizzazione dell'elettrodotto nel tratto interessato può incidere sul quadro giuridico della successiva variante, riguardante il medesimo segmento dell'opera. La prosecuzione del giudizio potrebbe inoltre produrre pronunce non coordinate su atti appartenenti alla stessa sequenza procedimentale. Il giudice applica l'art. 337, comma 2, c.p.c. per effetto dell'art. 79, comma 1, c.p.a. Dopo la pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato, le parti dovranno presentare istanza di fissazione di udienza entro novanta giorni, ai sensi dell'art. 80, comma 1, c.p.a.

Norme richiamate

  • art. 79, comma 1, c.p.a.

    Nel processo amministrativo trovano applicazione gli istituti della sospensione del processo disciplinati dal codice di procedura civile.

  • art. 337, comma 2, c.p.c.

    quando l’autorità di una sentenza è invocata in un diverso processo, questo può essere sospeso, se tale sentenza è impugnata

    Consente la sospensione facoltativa del giudizio pregiudicato quando la decisione di un altro giudizio, non ancora passata in giudicato e impugnata, è logicamente pregiudiziale.

  • art. 80, comma 1, c.p.a.

    A seguito della pubblicazione della decisione che definisce il giudizio pregiudicante, le parti devono presentare istanza di fissazione di udienza entro novanta giorni per la prosecuzione del giudizio sospeso.

  • art. 17, comma 2, d.P.R. 327/2001

    Richiamato quale base normativa dell'avviso di approvazione del progetto definitivo con dichiarazione di pubblica utilità e imposizione del vincolo preordinato all'asservimento coattivo.

Massime di principio

  • Quando due giudizi riguardano atti inseriti nella medesima sequenza procedimentale e la decisione del primo può incidere sulla legittimità o sul quadro giuridico dell'atto oggetto del secondo, sussiste una pregiudizialità logico-giuridica idonea a giustificare la sospensione facoltativa del giudizio pregiudicato.
  • Nel processo amministrativo, l'art. 337, comma 2, c.p.c. è applicabile per effetto dell'art. 79, comma 1, c.p.a. e consente di sospendere il giudizio quando la sentenza rilevante come pregiudicante è stata impugnata e non è ancora passata in giudicato.
  • La sospensione facoltativa può essere disposta anche per evitare il rischio di pronunce non coordinate su provvedimenti successivi o modificativi riferiti al medesimo segmento di un'opera e alla medesima scelta localizzativa.
  • Dopo la pubblicazione della decisione che definisce il giudizio pregiudicante, la prosecuzione del giudizio sospeso richiede la presentazione, a cura delle parti, dell'istanza di fissazione di udienza entro novanta giorni ai sensi dell'art. 80, comma 1, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieDichiarazione di pubblica utilitàGrandi opere e infrastrutture strategicheSanzioni amministrative pecuniarieDecisione e riti speciali
RamiEspropriazione per pubblica utilitàEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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