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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12725 n. 31649 del 29/07/2025

MEDIOBANCA–BANCA DI CREDITO FINANZIARIO/BANCA GENERALI

AGCMC12725

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il provvedimento riguarda l’OPS volontaria totalitaria promossa da Mediobanca su Banca Generali, finalizzata all’acquisizione del controllo esclusivo di quest’ultima. L’Autorità qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990, applica la disciplina nazionale e, alla luce dei mercati esaminati e delle quote indicate, conclude che non vi sono effetti anticoncorrenziali significativi. Esito: non avvio dell’istruttoria ex art. 16, comma 4, l. 287/1990.

Mediobanca/Banca Generali: offerta pubblica di scambio volontaria per acquisire il controllo esclusivo di Banca Generali, autorizzata in fase i senza avvio istruttoria

Mediobanca / Banca Generali: OPS volontaria per il controllo esclusivo

L’Autorità esamina l’OPS volontaria totalitaria promossa da Mediobanca su Banca Generali, finalizzata ad acquisirne il controllo esclusivo. Il procedimento è svolto in fase preistruttoria ai sensi della legge n. 287/1990 e si conclude con il non avvio dell’istruttoria ex art. 16, comma 4.

Le parti e l’operazione

Mediobanca è la capogruppo del Gruppo Mediobanca, quotata nel FTSE MIB, attiva in wealth management, consumer finance tramite Compass, corporate & investment banking e principal investing, con una partecipazione rilevante in Assicurazioni Generali. Banca Generali, anch’essa quotata nel FTSE MIB e controllata da Assicurazioni Generali, opera nella pianificazione finanziaria, tutela patrimoniale, consulenza finanziaria, servizi di investimento, risparmio amministrato, risparmio gestito, risparmio assicurativo e wealth management.

L’operazione consiste in una OPS volontaria totalitaria promossa da Mediobanca ai sensi degli artt. 102, comma 1, e 106, comma 4, TUF e delle relative disposizioni attuative, subordinata al raggiungimento di almeno il 50% più 1 azione del capitale di Banca Generali. L’operazione è descritta come funzionale alla creazione di un nuovo operatore nei servizi finanziari, con maggiori capacità di attrazione di clientela e talenti, migliore leva operativa, diversificazione del rischio e rafforzamento patrimoniale.

Qualificazione giuridica e competenza

L’Autorità qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990, poiché determina l’acquisizione del controllo di un’impresa. Essa ricade nella disciplina nazionale e non in quella del Regolamento (CE) n. 139/2004, poiché ciascuna delle parti realizza oltre due terzi del proprio fatturato UE in Italia.

L’operazione è soggetta a notifica preventiva ex art. 16, comma 1, l. 287/1990, in quanto il fatturato complessivo nazionale dell’insieme delle imprese interessate supera 582 milioni di euro e quello individuale di almeno due imprese supera 35 milioni di euro.

Mercati rilevanti considerati

L’AGCM considera numerosi mercati, in particolare:

  • raccolta bancaria;
  • impieghi bancari (famiglie consumatrici, famiglie produttrici/piccole imprese, imprese medio-grandi, enti pubblici);
  • risparmio amministrato;
  • risparmio gestito, nelle sue componenti distributive;
  • emissione di carte di pagamento;
  • investment banking, con particolare attenzione a corporate finance ed ECM/DCM;
  • consulenza in materia di investimenti;
  • distribuzione assicurativa vita;
  • negoziazione mobiliare in conto proprio e per conto terzi;
  • servizi di informativa finanziaria.

Per alcuni mercati bancari e distributivi, l’Autorità adotta il criterio della "residenza controparte", ritenendolo più rappresentativo rispetto alla localizzazione sportello, in considerazione della struttura operativa delle parti e della clientela servita. In diversi segmenti viene richiamata la dimensione territoriale locale, di regola provinciale, mentre per altri mercati la dimensione è nazionale o, in alcuni casi, lasciata aperta perché non decisiva ai fini dell’esito.

Valutazione concorrenziale

L’Autorità esclude effetti anticoncorrenziali rilevanti in tutti i mercati esaminati.

Nel mercato della raccolta bancaria, le quote congiunte restano largamente inferiori al 10% in tutte le province considerate. Negli impieghi alle famiglie consumatrici la quota post-merger è sempre inferiore al 10%, salvo Brindisi, dove è compresa tra il 10% e il 15%.

Negli impieghi alle famiglie produttrici e piccole imprese la quota congiunta è inferiore all’1% in tutte le province; negli impieghi alle imprese medio-grandi è inferiore all’1% salvo due regioni, dove resta comunque sotto il 5%. Negli impieghi agli enti pubblici la presenza è marginale, con quota nazionale inferiore all’1%.

Nel risparmio amministrato, la quota post-merger è inferiore al 20% in tutte le province, tranne Pescara, dove si colloca tra il 25% e il 30%; tuttavia l’incremento imputabile all’operazione è modesto, tra l’1% e il 5%, e il mercato è caratterizzato da numerosi concorrenti qualificati.

Nel risparmio gestito distributivo, le sovrapposizioni riguardano la distribuzione di fondi comuni, GPM/GPF e previdenza complementare. In tutti i casi le quote restano contenute: sotto il 25% per fondi comuni e GPM/GPF, e sotto il 15% per la previdenza complementare.

Nel settore dei pagamenti, con riferimento all’issuing di carte di debito/prepagate e di credito, la quota congiunta è di circa l’1-5% a livello nazionale.

Nell’investment banking, le sovrapposizioni si concentrano nel corporate finance e nella consulenza per ECM/DCM. Nel corporate finance le quote indicate sono pari al 10-15% per Intermonte e al 25-30% per Mediobanca, con quota post-merger pari al 35-40% nel 2024; l’AGCM reputa tuttavia il mercato dinamico, episodico e presidiato da operatori di standing internazionale. Nel mercato ECM/DCM Mediobanca detiene una quota del 25-30%, mentre Intermonte è sotto l’1%; l’incremento marginale non solleva criticità anche per la presenza di UniCredit, Goldman Sachs, BNP Paribas e Intesa Sanpaolo.

Nel mercato della consulenza in materia di investimenti, la quota post-merger è inferiore al 10% a livello nazionale, con presenza di numerosi operatori qualificati. Nella distribuzione di prodotti assicurativi vita, Banca Generali è inferiore al 10% in tutte le province in cui è attiva, mentre Mediobanca ha una posizione marginale salvo Milano e Roma, con quota congiunta che in ogni caso non supera il 25%.

Nella negoziazione mobiliare in conto proprio e per conto terzi, le quote congiunte sul mercato Euronext risultano inferiori al 5%. Nei servizi di informativa finanziaria, Banca Generali è sotto l’1% e Mediobanca sotto il 5% a livello nazionale.

Parere IVASS e considerazioni ulteriori

L’IVASS, nel parere reso il 28 luglio 2025, ha evidenziato che l’operazione non comporterebbe un’alterazione dell’equilibrio concorrenziale nel mercato della distribuzione assicurativa nei rami vita e danni. L’AGCM richiama tale valutazione e, in ogni caso, esclude criticità verticali o un rafforzamento significativo di potere di mercato.

Esito

Sulla base delle informazioni fornite, l’Autorità ritiene che l’operazione non ostacoli in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non determini la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. Delibera quindi di non avviare l’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, l. 287/1990.

Punti principali

Parti e operazione

Mediobanca è la capogruppo del Gruppo Mediobanca, attivo in wealth management, consumer finance, corporate & investment banking e investimenti in partecipazioni, con fatturato 2024 di circa [5-6] miliardi di euro a livello globale. Banca Generali è una banca private controllata da Assicurazioni Generali, attiva in pianificazione finanziaria, tutela patrimoniale, consulenza finanziaria, servizi di investimento, risparmio amministrato, risparmio gestito, risparmio assicurativo e wealth management, con fatturato 2024 di circa [1-2] miliardi di euro. L’operazione consiste in un’OPS volontaria totalitaria di Mediobanca finalizzata ad acquisire il controllo esclusivo di Banca Generali, subordinata al raggiungimento di almeno il 50% più 1 azione del capitale.

Inquadramento giuridico e competenza

L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), l. 287/1990. L’operazione rientra nella disciplina nazionale e non in quella del Regolamento (CE) n. 139/2004, poiché ciascuna delle parti realizza oltre due terzi del fatturato UE in Italia. Sussiste inoltre l’obbligo di notifica preventiva ex art. 16, comma 1, l. 287/1990, essendo superate le soglie di fatturato nazionali (oltre 582 milioni di euro complessivi e oltre 35 milioni per almeno due imprese interessate).

Mercati esaminati e criteri di analisi

L’Autorità esamina una pluralità di mercati nei settori bancario, del risparmio amministrato e gestito, dei pagamenti, dell’investment banking, della consulenza in materia di investimenti, assicurativo, negoziazione mobiliare e informativa finanziaria. Per alcuni mercati bancari e distributivi, in ragione della peculiarità delle parti e della clientela affluent/private, l’AGCM utilizza il criterio della "residenza controparte" anziché la localizzazione sportello. Viene inoltre richiamata la dimensione locale di molti mercati bancari e distributivi, con analisi in prima approssimazione a livello provinciale o regionale a seconda del segmento.

Valutazione concorrenziale e quote di mercato

L’AGCM ritiene che l’operazione non determini criticità concorrenziali. Nel mercato della raccolta bancaria le quote congiunte restano largamente inferiori al 10% in tutte le province; negli impieghi alle famiglie consumatrici restano sotto il 10% salvo Brindisi, dove sono tra il 10% e il 15%; negli impieghi alle piccole imprese restano sotto l’1%; negli impieghi alle imprese medio-grandi sono sotto l’1% salvo due regioni comunque sotto il 5%; negli impieghi agli enti pubblici la quota nazionale è inferiore all’1%. Nel risparmio amministrato la quota è inferiore al 20% in tutte le province tranne Pescara, dove è tra il 25% e il 30%, ma con incremento limitato (1-5%) e presenza di numerosi concorrenti. Nel risparmio gestito distributivo le quote restano sotto il 25% per fondi comuni e GPM/GPF e sotto il 15% per la previdenza complementare. Nei pagamenti l’issuing congiunto è circa 1-5% a livello nazionale. Nell’investment banking emergono sovrapposizioni in corporate finance e ECM/DCM, ma con mercati dinamici e concorrenti qualificati; nel corporate finance la quota post-merger è 35-40%, mentre nell’ECM/DCM l’incremento è marginale rispetto alla posizione di Mediobanca e alla presenza di operatori come UniCredit, Goldman Sachs, BNP Paribas e Intesa Sanpaolo. Nella consulenza in materia di investimenti la quota post-merger è inferiore al 10% a livello nazionale. Nella distribuzione assicurativa vita la quota congiunta non supera il 25% in alcuna provincia. Nella negoziazione mobiliare le quote congiunte sono inferiori al 5% sul mercato Euronext, e nei servizi di informativa finanziaria le quote sono molto contenute.

Parere IVASS e assenza di effetti verticali

L’IVASS ha ritenuto che l’operazione non alteri l’equilibrio concorrenziale della distribuzione assicurativa nei rami vita e danni. L’Autorità, sulla base delle informazioni disponibili, esclude anche criticità verticali e sottolinea l’assenza di sovrapposizioni orizzontali sostanziali tali da modificare in modo significativo la struttura concorrenziale dei mercati rilevanti.

Esito

L’AGCM conclude che l’operazione non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva né comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. Delibera quindi di non avviare l’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, l. 287/1990.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniacquisizione del controllomercato rilevantequote di mercatoservizi bancari e finanziari

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