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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47163/2023 del 23/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la mancata o insufficiente motivazione in ordine alla confisca della somma di euro 960 sequestrata al ricorrente, sostenendo che il Tribunale non aveva fornito elementi idonei a collegare quel denaro al reato di mera detenzione a fini di cessione di stupefacenti (art. 73 d.P.R. n. 309/1990) né a giustificare l'applicazione della confisca per sproporzione ex art. 240-bis c.p. richiamato dall'art. 85-bis del d.P.R. 309/1990.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo. Ha rilevato che la motivazione del Tribunale (che collegava il denaro all'attività di spaccio richiamando un'ammissione dell'imputato) non era idonea a sorreggere la confisca per il reato di mera detenzione; per tale ipotesi la confisca è possibile solo se sussistono le condizioni dell'art. 240-bis c.p., che il Tribunale non ha valutato né motivato. Perciò la Corte ha annullato la sentenza limitatamente alla confisca del denaro e ha rinviato al Tribunale di Lecce per nuovo giudizio su quel punto, disponendo che il giudizio di rinvio sia trattato da un giudice diverso ai sensi dell'art. 627, comma 1, lett. d) c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che punisce illecita detenzione di stupefacenti; la Corte sottolinea che, nella sola ipotesi di detenzione (senza elementi sufficienti di cessione), non è ammessa la confisca del denaro in virtù di tale articolo salvo che non ricorrano i presupposti dell'art. 240-bis c.p. per la confisca per sproporzione

  • art. 240-bis cod. pen.

    Prevede la confisca per sproporzione; la Corte richiede che, per applicare la confisca in caso di mera detenzione, il giudice motivi la sussistenza degli elementi richiesti da questa norma (cioè l'inesplicabile sproporzione tra i beni e i redditi dichiarati o leciti)

  • art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Rinvio al codice penale per le misure patrimoniali in materia di stupefacenti; la Corte indica che per l'ipotesi di detenzione il regime applicabile è quello dell'art. 240-bis c.p. tramite questo rinvio

  • art. 240 cod. pen.

    Richiamato nel confronto: la Corte osserva che l'art. 240 c.p. (confisca in funzione di prevenzione) non è applicabile alla mera detenzione quando manca il nesso necessario tra il denaro e l'attività di cessione

  • art. 73, comma 7-bis d.P.R. n. 309/1990

    Menziionato come norma applicabile in ipotesi di cessione; la Corte distingue l'ipotesi di cessione (in cui alcune misure patrimoniali possono trovare applicazione) dalla mera detenzione, per la quale non si può automaticamente disporre la confisca del denaro

  • art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto del patteggiamento: la Corte conferma che, anche dopo l'intervento normativo che disciplina il patteggiamento, è ammissibile il ricorso per cassazione per carenza di motivazione sulla confisca, perché la confisca costituisce un'autonoma questione di legalità della misura

  • art. 1, comma 50, legge 23 giugno 2017, n. 103

    Norma che ha introdotto la modifica all'art. 448 c.p.p.; citata a spiegazione della giurisprudenza che ammette il ricorso in cassazione avverso la motivazione della confisca anche in caso di patteggiamento

  • art. 111, comma 7 Cost.

    Richiamato per sottolineare che l'illegittimità della confisca costituisce una violazione di legge rilevante ai fini dell'impugnabilità in cassazione

  • art. 627, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Norma che obbliga, in caso di annullamento con rinvio, a devolvere la trattazione a un giudice diverso da quello che ha pronunciato la sentenza annullata; la Corte l'ha applicata nel disporre il rinvio

Massime di principio

  • La confisca di denaro sequestrato a seguito di contestazione per mera detenzione di stupefacenti non può essere disposta automaticamente: il giudice deve spiegare perché quel denaro sia collegabile al reato o, in mancanza, deve applicare e motivare i presupposti della confisca per sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis c.p.
  • La semplice ammissione dell'imputato circa l'uso del denaro per acquistare droga o per esigenze personali non è di per sé sufficiente a giustificare la confisca se manca una motivazione che definisca il nesso specifico tra la somma e l'attività di spaccio o la sproporzione patrimoniale
  • Nei procedimenti con patteggiamento resta possibile il ricorso per cassazione contro la mancata o inesistente motivazione della confisca: la materia patrimoniale va sempre adeguatamente motivata anche quando la pena è concordata
  • Se la confisca viene annullata in sede di legittimità il giudice deve rinviare la decisione al giudice monocratico di merito e la nuova trattazione deve essere affidata a un giudice diverso da quello che ha emesso la precedente decisione
  • In fase difensiva, quando si contesta una confisca relativa a somme rinvenute, è utile chiedere espressa motivazione sul requisito del nesso con il reato o sulla sussistenza degli elementi dell'art. 240-bis; l'assenza di tale motivazione è motivo utile per impugnare

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