Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5390/2022 del 15/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Torino deducendo violazione dell'art. 15 cod. pen. e chiedendo la riqualificazione del fatto contestato al capo A) da corruzione (art. 319 cod. pen.) a mera utilizzazione illegittima di notizie di ufficio (art. 326, 3° comma), con conseguente assorbimento della fattispecie di cui al capo B). Sosteneva che l'elemento comune fosse la finalità di profitto e che la diversità consisterebbe solo nella connotazione della condotta (rivelazione vs utilizzazione), ravvisando invece un'unitarietà che renderebbe speciale la norma dell'art. 326, 3° comma rispetto a quella di cui all'art. 319.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto definitivamente accertati i fatti: l'esistenza di un accordo corruttivo tra il De Ciutiis e il Bartolotta, con promessa di percentuale sui proventi per la fornitura di nominativi e recapiti di persone coinvolte in sinistri. Sul piano giuridico la Corte ha escluso l'applicabilità del principio di specialità (art. 15 cod. pen.) tra art. 319 e art. 326, 3° comma, per mancanza del rapporto di continenza: le due fattispecie hanno struttura diversa (319 reato monosoggettivo di "mano propria" relativo alla ricezione o accettazione di utilità; 326,3° comma reato bilaterale, a concorso necessario, che sanziona lo sfruttamento diretto del contenuto economico e morale delle notizie). La Corte ha inoltre confermato che la rivelazione di notizie di ufficio integra il primo comma dell'art. 326 e può concorrere formalmente con la corruzione; viceversa il terzo comma ricorre quando l'agente sfrutta direttamente il valore intrinseco delle informazioni per procurarsi un profitto. Infine la condanna alle spese processuali è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen.

    Norma che punisce la corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio (ricevere o accettare promessa di denaro o altra utilità); è qualificata come fattispecie monosoggettiva 'di mano propria' e può concorrere formalmente con il reato di rivelazione del segreto di ufficio.

  • art. 326 cod. pen. (1° comma)

    Sanziona la "rivelazione" di notizie di ufficio che devono rimanere segrete; tale condotta può integrare reato autonomo e concorrere con la corruzione.

  • art. 326 cod. pen. (3° comma)

    Sanziona l'utilizzo illegittimo di notizie di ufficio "per procurare a sé o ad altri un indebito profitto"; è qualificata come reato bilaterale, a concorso necessario, e si applica quando l'agente sfrutta direttamente il contenuto economico/morale delle informazioni, non quando si limita alla rivelazione nell'ambito di un accordo corruttivo.

  • art. 15 cod. pen.

    Principio di specialità: la norma speciale prevale sulla generale se esiste rapporto di continenza. La Corte ha escluso l'applicazione del principio tra art. 319 e art. 326,3° comma per mancanza di tale rapporto strutturale.

  • art. 320 cod. pen.

    Richiamato come integrativo della fattispecie di corruzione (art. 319) in relazione alla configurazione dell'atto contrario ai doveri d'ufficio.

  • art. 323-bis cod. pen.

    Norma menzionata nella motivazione di merito (riduzione come diminuente) ma non al centro del motivo di cassazione; interpretata in sede di merito come circostanza attenuante applicata all'imputato.

Massime di principio

  • Il principio di specialità (art. 15 cod. pen.) richiede un rapporto di continenza strutturale tra le norme: non basta che abbiano elementi comuni o finalità simili; occorre che la norma speciale contenga tutti gli elementi della generale e ne aggiunga requisiti caratterizzanti.
  • La "rivelazione" di segreti d'ufficio (art. 326, 1° comma) è concettualmente distinta dalla "utilizzazione" delle medesime notizie per sfruttarne il valore intrinseco (art. 326, 3° comma). La prima può concorrere con la corruzione, la seconda disciplina invece situazioni in cui il profitto è direttamente conseguente all'impiego delle informazioni da parte dell'intraneus.
  • La corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio (art. 319) è reato monosoggettivo che punisce l'accettazione di denaro o promessa; quando sussiste un accordo corruttivo tra pubblico agente e privato, la qualificazione come corruzione è fondata anche se l'atto contrario ai doveri consiste nella rivelazione di segreti.
  • Per ottenere una riqualificazione giudiziaria da corruzione a mera utilizzazione di notizie è necessario dimostrare l'assenza di un accordo corruttivo e che il profitto derivi direttamente e specificamente dall'utilizzo intrinseco delle informazioni, non semplicemente dal vantaggio commerciale connesso alla loro rivelazione.
  • In sede difensiva, per far valere la specialità o l'assorbimento bisogna contestare concretamente gli elementi materiali e psicologici della ricostruzione fattuale (assenza di promessa/accordo, natura dell'atto compiuto: rivelazione vs sfruttamento diretto, rapporto causale tra utilizzo e profitto).
  • La rivelazione di notizie riservate all'interno di un accordo che prevede corrispettivo dal privato tende a integrare la rivelazione (art. 326,1) in concorso con corruzione (art. 319), ed è difficile che venga riqualificata automaticamente come art. 326,3 salvo prova contraria robusta.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.