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Ordinanza

Ordinanza n. 11843/2026 - Roma, Sezione 1

per l’annullamento - dell’ordinanza di sfratto ex art. 2-decies, 2° comma l. 575/65 del -OMISSIS-giugno 2018, emessa nei confronti di -OMISSIS-, resa dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, conosciuta per la prima volta alla ricorrente solo in data 29 maggio 2025, mediante il primo accesso presso l’immobile di residenza in comproprietà con -OMISSIS-, sito in -OMISSIS-, alla via -OMISSIS- con accesso pedonale dal civico - -OMISSIS-; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, ivi compresa la fissazione del nuovo ed ultimo accesso esecutivo per il giorno 5 settembre 2025 contenuta nel verbale di sopralluogo del 18 giugno 2025;

Giustizia amministrativa202508029

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di sfratto ex art. 2-decies, comma 2, l. 575/1965 e fissazione dell’accesso esecutivo per il rilascio dell’immobile

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza di sfratto emessa nel giugno 2018 dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, deducendo di averne avuto conoscenza soltanto il 29 maggio 2025, in occasione del primo accesso presso l’immobile di residenza, in comproprietà con altra persona. Ha inoltre impugnato gli atti connessi e consequenziali, compresa la fissazione dell’ultimo accesso esecutivo previsto per il 5 settembre 2025. All’udienza pubblica la parte ricorrente ha chiesto il rinvio della trattazione, in ragione della fissazione, per il 22 giugno 2026, dell’udienza dinanzi alla Corte d’appello relativa a un incidente di esecuzione, dopo un precedente annullamento con rinvio disposto dalla Corte di cassazione.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza di rinvio e ha disposto il rinvio della trattazione all’udienza pubblica del 24 febbraio 2027. Il giudice ha ritenuto che la questione sottoposta al giudice ordinario incida su un presupposto necessario per l’adozione dell’intimazione di rilascio; pertanto, la definizione dell’incidente di esecuzione è rilevante ai fini della trattazione della controversia amministrativa. L’ordinanza non decide nel merito la legittimità dell’ordinanza di sfratto né gli ulteriori motivi di ricorso. È stato inoltre disposto l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente ai sensi dell’art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003 e dell’art. 10 del regolamento (UE) 2016/679.

Norme richiamate

  • art. 2-decies, comma 2, l. 575/1965

    È la disposizione posta a fondamento dell’ordinanza di sfratto impugnata; il provvedimento non ne esamina nel merito l’interpretazione o l’applicazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento del potere di disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte interessata.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Il giudice amministrativo può rinviare la trattazione quando una questione pendente davanti al giudice ordinario incide su un presupposto necessario per l’adozione dell’atto amministrativo oggetto di impugnazione.
  • Il rinvio della trattazione per la pendenza di una questione pregiudiziale non implica una decisione sulla legittimità dell’atto impugnato, che resta impregiudicata fino alla successiva udienza.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaIstruttoria processuale
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo

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