Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 382/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'ottemperanza alla sentenza del TAR Puglia, I Sez. di Lecce, n. 494 del 6 aprile 2021, resa nel giudizio n. 338/2021, passata in giudicato; e per l'annullamento e/o la declaratoria di nullità: - della delibera di Giunta Comunale del Comune di Fasano n. 465 del 29 dicembre 2023, con la quale è stato modificato il termine di validità delle concessioni demaniali dal 31 dicembre 2033 al 31 dicembre 2024; - di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale o comunque connesso, ancorché non conosciuto, in quanto lesivo.

Giustizia amministrativa202400414

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: delibera comunale che ha ricondotto la scadenza della concessione demaniale dal 31 dicembre 2033 al 31 dicembre 2024, oltre agli atti connessi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha agito per l'ottemperanza alla sentenza del TAR Puglia n. 494 del 6 aprile 2021, sostenendo che tale pronuncia avesse definitivamente accertato il proprio diritto alla prosecuzione del rapporto concessorio sino al 31 dicembre 2033 ai sensi dell'art. 1, commi 682 e seguenti, della legge n. 145/2018. Ha quindi dedotto la violazione e l'elusione del giudicato, la violazione dell'art. 112 c.p.a., dell'art. 97 Cost., dell'art. 3 della legge n. 241/1990, dell'art. 34 c.p.a., dell'art. 2909 c.c. e degli artt. 6 e 13 CEDU, nonché eccesso di potere per travisamento, illogicità e altri vizi. In via subordinata ha contestato la violazione degli artt. 3, 7 e 21-nonies della legge n. 241/1990, il difetto di motivazione e di istruttoria, l'errore nei presupposti, la contraddittorietà, la violazione del legittimo affidamento e dell'art. 12 della direttiva Bolkestein. Ha inoltre dedotto la violazione degli artt. 2, 3 e 4 della legge n. 118/2022, sostenendo che la concessione avrebbe dovuto essere prorogata, ricorrendone i presupposti, almeno sino al 31 dicembre 2025, nonché la violazione dell'art. 7 della legge n. 241/1990 per omessa partecipazione procedimentale.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che la sentenza del 2021 non aveva attribuito in senso costitutivo una posizione di vantaggio destinata a permanere sino al 31 dicembre 2033, ma aveva soltanto ricognito gli effetti della legge-provvedimento allora vigente, accertandone l'applicazione al caso concreto. La normativa sopravvenuta poteva quindi incidere sul rapporto concessorio, trattandosi di un rapporto di durata e riguardando il giudicato anche aspetti destinati a produrre effetti nel futuro. Il Comune poteva pertanto prendere atto delle successive modifiche legislative senza violare o eludere il giudicato. La delibera è stata qualificata come atto meramente ricognitivo e non provvedimentale; per questo non era necessario attivare un procedimento di autotutela né assicurare le garanzie partecipative previste dalla legge n. 241/1990. La censura subordinata relativa alla proroga sino al 31 dicembre 2025 è stata ritenuta superata, poiché il Comune aveva successivamente disposto la proroga delle concessioni in essere sino al 30 settembre 2027. Il TAR ha inoltre valorizzato l'ulteriore disciplina normativa, incluso il decreto-legge n. 131/2024, convertito dalla legge n. 166/2024, che applica le nuove disposizioni anche alle concessioni in essere sulla base di proroghe o rinnovi disposti ai sensi della legge n. 145/2018. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza alla sentenza passata in giudicato.

  • art. 112 c.p.a.

    È invocato dalla ricorrente in relazione alla pretesa violazione o elusione del giudicato; il TAR esclude che vi sia stata violazione, poiché la precedente sentenza non aveva disposto costitutivamente la proroga sino al 2033.

  • art. 1, commi 682 e seguenti, l. 145/2018

    La disciplina previgente costituiva una legge-provvedimento direttamente conformativa dei rapporti concessori; la sentenza del 2021 ne aveva ricognito gli effetti al momento della decisione, senza rendere impermeabile il rapporto alle successive modifiche normative.

  • art. 3 l. 241/1990

    Le censure relative alla motivazione sono respinte perché la delibera aveva natura meramente ricognitiva delle sopravvenienze normative.

  • art. 7 l. 241/1990

    Non trova applicazione, secondo il TAR, rispetto a un atto privo di natura provvedimentale che si limita a ricognire la disciplina sopravvenuta.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Non era necessario attivare l'autotutela, poiché il Comune non ha rimosso un precedente provvedimento ampliativo, ma ha preso atto delle sopravvenienze normative incidenti sul rapporto.

  • artt. 2, 3 e 4 l. 118/2022

    La disciplina sopravvenuta sulla durata delle concessioni demaniali marittime ha superato quella posta dall'art. 1, commi 682 e seguenti, della legge n. 145/2018.

  • art. 3, comma 1, l. 118/2022, nel testo vigente

    in essere alla data di entrata in vigore della presente legge sulla base di proroghe o rinnovi disposti anche ai sensi della legge 30 dicembre 2018, n. 145

    La disposizione, come modificata, si applica anche alle concessioni in essere prorogate o rinnovate ai sensi della legge n. 145/2018.

  • d.l. 198/2022, convertito dalla l. 14/2023

    È richiamato dalla ricorrente quale fonte di differimento dei termini; la relativa questione è stata ritenuta superata dalla successiva proroga comunale.

  • d.l. 131/2024, convertito dalla l. 166/2024

    Ha ulteriormente modificato la disciplina della durata delle concessioni e ha precisato l'applicabilità delle nuove disposizioni alle concessioni in essere fondate anche su proroghe o rinnovi ai sensi della legge n. 145/2018.

  • art. 12 direttiva 2006/123/CE

    È invocato dalla ricorrente, ma il TAR non fonda su tale disposizione una distinta statuizione favorevole.

  • art. 2909 c.c.

    È richiamato in tema di autorità del giudicato; il TAR ne esclude l'effetto preclusivo rispetto alle sopravvenienze normative incidenti su un rapporto di durata.

Massime di principio

  • In un rapporto concessorio di durata, il giudicato relativo alla spettanza di una proroga secondo la disciplina vigente al momento della decisione non impedisce l'applicazione di successive modifiche normative che incidano sulla durata o sul regolamento del rapporto.
  • Quando una legge-provvedimento conforma direttamente un rapporto concessorio senza necessità di intermediazione amministrativa, la pronuncia giurisdizionale che ne accerta l'applicazione ha natura ricognitiva degli effetti della legge e non attribuisce necessariamente, in senso costitutivo, una posizione di vantaggio insensibile alle sopravvenienze normative.
  • L'autorità del giudicato sugli aspetti futuri di un rapporto di durata incontra il limite delle sopravvenienze di fatto o di diritto che modifichino il contenuto materiale del rapporto o il relativo regolamento.
  • L'atto con cui l'amministrazione si limita a ricognire gli effetti di una disciplina normativa sopravvenuta incidente direttamente su un rapporto concessorio non costituisce esercizio di autotutela decisoria e non richiede l'attivazione del procedimento previsto per l'annullamento d'ufficio.
  • Un atto meramente ricognitivo delle sopravvenienze normative, privo di autonoma natura provvedimentale, non richiede di regola le garanzie partecipative previste dall'art. 7 della legge n. 241/1990.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeGiudizio di ottemperanzaAutotutelaPartecipazione al procedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereAutotutela decisoriaPartecipazione procedimentaleLegittimo affidamento

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.