Cassazione Penale, Ordinanza n. 18286/2025 del 15/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che il motivo proposto era generico e non si confrontava con la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello di Bologna che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per mancata rituale allegazione della dichiarazione/elezione di domicilio e del mandato ad impugnare. In Cassazione ha proposto un motivo di ricorso che la Corte ha ritenuto obiettivamente generico e non confrontato con la motivazione del provvedimento impugnato, richiamando anche il contenuto dell'atto di appello.
Norme richiamate
Richiamato indirettamente dal riferimento alla rituale allegazione della dichiarazione/elezione di domicilio e del mandato ad impugnare, quale requisito formale dell'atto di impugnazione rilevante ai fini dell'ammissibilità.
Massime di principio
- Il motivo di ricorso per cassazione è inammissibile quando è generico e non si confronta specificamente con la motivazione del provvedimento impugnato.
- La critica in sede di legittimità deve essere coerente e mirata rispetto alla ratio decidendi dell'ordinanza o sentenza censurata; una doglianza che riproduca censure astratte o non correlate al decisum non è scrutinabile nel merito.
- La mancata rituale allegazione degli adempimenti formali richiesti per l'impugnazione può comportare l'inammissibilità dell'appello, con conseguente conferma in sede di legittimità della declaratoria di inammissibilità se il ricorso non ne contesta specificamente la motivazione.
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