Cassazione Penale, Ordinanza n. 18284/2025 del 15/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità oggettiva dei motivi e la mancata correlazione con la motivazione della sentenza impugnata. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il procedimento riguarda un imputato che ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Bologna del 21/03/2024, con cui era stato dichiarato inammissibile il suo appello. Nel ricorso vengono dedotti motivi che la Corte di cassazione reputa però inammissibili perché obiettivamente generici e non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata. La Suprema Corte rileva che le censure non si misurano con le ragioni decisorie poste a base della pronuncia di appello, richiamando espressamente le pagine 2 e seguenti della sentenza impugnata.
Norme richiamate
art. 616 c.p.p.
La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione i cui motivi siano meramente generici e non si confrontino con la motivazione della decisione impugnata.
- Nel giudizio di legittimità il ricorrente deve criticare specificamente le rationes decidendi della sentenza impugnata; la mancata correlazione tra censure e motivazione comporta l'inammissibilità del ricorso.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso determina la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei casi previsti, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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