Cassazione Penale, Sentenza n. 29666/2022 del 25/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Belotti ha impugnato la sentenza della Corte d'appello che lo aveva riconosciuto colpevole dei reati ricompresi negli artt. 186 comma 2 lett. c) e 2-bis C.d.S. (guida in stato di ebbrezza con aggravante), nonché di ulteriori capi originariamente iscritti (tra cui art. 590-bis e art. 337 cod. pen.). Nel ricorso per cassazione deduceva: (i) la mancata sussistenza del nesso causale tra lo stato di ebbrezza e il sinistro, dal momento che l'immissione sulla carreggiata fu opera della signora Quintieri; (ii) carenza di motivazione circa la quantificazione della pena relativa al capo B.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato l´assunto dell´assenza di nesso causale, richiamando gli accertamenti di merito (velocità elevata non compatibile con il limite urbano, tracce di frenata di m. 4,70 e m. 4,20 e ridotta prontezza di riflessi dell'imputato) che hanno spiegato la concausalità dello stato di ebbrezza nell'impossibilità di evitare l'impatto. Sul secondo motivo ha dichiarato manifestamente infondata la censura sulla determinazione della pena, ritenendo correttamente esercitati i poteri discrezionali del giudice di merito, che ha motivato la dosimetria (pena appena superiore al minimo edittale) anche in considerazione della violenta reazione fisica e verbale dell'imputato durante gli accertamenti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Codice della Strada, art. 186, comma 2 lett. c) e comma 2-bis
La Corte ha ritenuto applicabile l'aggravante prevista dal comma 2-bis quando lo stato di ebbrezza ha avuto una rilevanza causale o concausale nell'evento lesivo; il giudice di merito ha motivato questa sussistenza richiamando elementi di dinamica (velocità, tracce di frenata, ridotta capacità di reazione).
Codice Penale, art. 590-bis
Norma richiamata quale imputazione originaria poi riqualificata; la sentenza impugnata ha recepito gli accertamenti di fatto relativi alla responsabilità colposa in ambito stradale, così come risultanti dal giudizio di merito.
Codice Penale, art. 337
Norma richiamata con riferimento al capo B (reato per cui è stata motivata la dosimetria della pena); il giudice di merito ha giustificato l'entità della pena con la violenta reazione dell'imputato durante gli accertamenti.
Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23 commi 8 e 9
Richiamata per giustificare lo svolgimento del procedimento in camera di consiglio secondo le modalità emergenziali (procedimenti trattati con le forme previste dal decreto), confermando la regolarità del procedimento.
Massime di principio
- Per applicare l'aggravante dell'art. 186 comma 2-bis C.d.S. è necessario un nesso causale o concausale tra lo stato di ebbrezza e l'evento: la sola condotta imprudente altrui non esclude la responsabilità dell'imputato se il suo stato ha contribuito all'impossibilità di evitare l'incidente.
- Le valutazioni di fatto e la dinamica accertate dal giudice di merito (velocità, tracce di frenata, comportamento del conducente) sono vincolanti in Cassazione salvo che risultino manifestamente illogiche o contraddittorie.
- La motivazione della misura della pena rientra nell'esercizio del potere discrezionale del giudice di merito: la Cassazione verifica la sussistenza e la logicità della motivazione ma non sostituisce la valutazione se questa è adeguata e congrua.
- I ricorsi che contestano solo la valutazione di fatto senza prospettare specifici profili di diritto sono frequentemente dichiarati inammissibili per manifesta infondatezza.
- In caso di inammissibilità del ricorso per cassazione il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e ad una somma alla Cassa delle ammende; pertanto è opportuno valutare attentamente le chances di successo prima di proporre ricorso.
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