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Sentenza

Sentenza n. 391/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1

per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza) n. -OMISSIS-, resa tra le parti, per l’annullamento: a) della nota prot. n. -OMISSIS-del 14 giugno 2023 avente ad oggetto “Comune di -OMISSIS-. C.da -OMISSIS-. Piano di Lottizzazione denominato: “-OMISSIS-”. Annullamento in Autotutela della Perizia di stima Prot. n. 19979 del 23 dicembre 2020 e del Parere definitivo Prot. n. -OMISSIS-del 23.03.2021”, adottata dal Servizio Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana dell’omonimo Assessorato ; b) della nota prot. n. -OMISSIS-del 23 giugno 2023 avente ad oggetto “Comune di -OMISSIS-. C.da -OMISSIS-. Piano di Lottizzazione denominato: “-OMISSIS-”. Nucleo “A”. F.m. n° 3, P.lla 883 sub 6, 30. Annullamento in Autotutela del Parere favorevole ai sensi della L. 724/94 prot. n. 8861 del 14.05.2022”, adottata dal Servizio Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana dell’omonimo Assessorato (doc. 2); c) ove occorra, della nota prot. n. -OMISSIS-del 26 giugno 2023 avente ad oggetto “errata corrige. Comune di -OMISSIS-. C.da -OMISSIS-. Piano di Lottizzazione denominato: “-OMISSIS-”. Nucleo “A”. F.m. n° 3, P.lla 883 sub 6, 30. Annullamento in Autotutela del Parere favorevole ai sensi della L. 724/94 prot. n. 8861”, adottata dal Servizio Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana dell’omonimo Assessorato (doc. 3); d) della nota prot. -OMISSIS- del 22 agosto 2023 avente ad oggetto “Accertamento di compatibilità paesaggistica per istanze di Condono Edilizio – conclusione del procedimento”, adottata dal Servizio Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana dell’omonimo Assessorato (doc. 4); - nonché, di ogni altro atto ad esse presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202401310

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
CGARSSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia che, pur annullando l’autotutela tardiva sugli atti favorevoli di compatibilità paesaggistica, aveva limitato in motivazione la portata della loro reviviscenza e respinto l’impugnazione del successivo diniego di compatibilità paesaggistica del 22 agosto 2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il proprietario aveva ottenuto, nell’ambito di una procedura di regolarizzazione ai sensi dell’art. 25, comma 3, della legge regionale siciliana n. 16/2016 e di accertamento di compatibilità paesaggistica, una perizia di stima del 23 dicembre 2020 e un parere favorevole del 23 marzo 2021. La Soprintendenza aveva successivamente annullato tali atti in autotutela con provvedimento del 14 giugno 2023 e, in via conseguenziale, aveva adottato il 22 agosto 2023 un diniego relativo alla posizione individuale dell’appellante. Il TAR aveva annullato il provvedimento generale di autotutela, ritenendolo tardivo ai sensi dell’art. 21-nonies della legge n. 241/1990, ma aveva respinto l’impugnazione del diniego successivo e aveva precisato d’ufficio che gli atti favorevoli reviviscenti non riguardavano l’intero progetto, escludendo sostanzialmente le opere realizzate in variante. L’appellante ha dedotto l’erroneità di tale precisazione, il travisamento del contenuto degli atti favorevoli e la violazione dei limiti della domanda e del divieto di ultrapetizione, nonché l’illegittimità derivata del diniego del 22 agosto 2023, adottato in conseguenza dell’autotutela annullata.

La decisione

Il CGARS ha accolto l’appello. Ha confermato il capo della sentenza di primo grado che aveva annullato il provvedimento generale di autotutela del 14 giugno 2023, già divenuto definitivo perché non contestato, in quanto adottato oltre il termine massimo previsto dall’art. 21-nonies della legge n. 241/1990 e in assenza dei presupposti derogatori del comma 2-bis. Ha invece annullato la statuizione con cui il TAR aveva limitato o interpretato restrittivamente la portata degli atti favorevoli del 2020 e del 2021, ravvisando una pronuncia ultronea e un’invasione della riserva di amministrazione in violazione dell’art. 34, commi 1 e 2, c.p.a. L’annullamento giurisdizionale dell’atto di ritiro determina la reviviscenza ex tunc degli atti precedentemente ritirati, secondo il loro originario contenuto e portata, senza che il giudice possa ridefinirli o conformarli. Poiché il diniego del 22 agosto 2023 era stato adottato in via strettamente consequenziale all’autotutela annullata, il CGARS lo ha annullato per illegittimità derivata. Le ulteriori censure contro tale diniego sono rimaste assorbite. Le spese del doppio grado sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L’esercizio dell’autotutela oltre il termine massimo previsto dalla norma è illegittimo; la deroga prevista dal comma 2-bis richiede la sussistenza dei relativi rigorosi presupposti, assenti nel caso esaminato.

  • art. 34, comma 1, c.p.a.

    In caso di accoglimento del ricorso il giudice, nei limiti della domanda: a) annulla in tutto o in parte il provvedimento impugnato

    Il giudice amministrativo deve pronunciarsi nei limiti della domanda e può sindacare la legittimità del potere amministrativo già esercitato.

  • art. 34, comma 2, c.p.a.

    in nessun caso il giudice può pronunciare con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati

    La disposizione vieta l’ultrapetizione e l’invasione della riserva di amministrazione; il giudice non può anticipare, sostituire o condizionare l’esercizio futuro del potere amministrativo né ridefinire il contenuto di atti la cui efficacia è stata ripristinata.

  • art. 25, comma 3, l.r. Sicilia n. 16/2016

    È richiamato quale base della domanda di regolarizzazione edilizia presentata dal condominio per conto dei proprietari.

  • artt. 167 e 181 d.lgs. n. 42/2004

    Sono richiamati quali disposizioni fondanti la domanda di accertamento di compatibilità paesaggistica.

Massime di principio

  • Quando il giudice annulla un provvedimento di autotutela, gli atti favorevoli precedentemente ritirati in via amministrativa riacquistano ex tunc la loro originaria efficacia, con il contenuto e la portata che avevano prima del ritiro.
  • Il giudice amministrativo, dopo avere annullato l’autotutela per esercizio tardivo o comunque illegittimo, non può interpretare restrittivamente, ridefinire o conformare d’ufficio il contenuto degli atti favorevoli tornati efficaci, poiché ciò viola i limiti della domanda e la riserva di amministrazione.
  • L’art. 34, comma 2, c.p.a. vieta al giudice di pronunciarsi su poteri amministrativi non ancora esercitati e impedisce che il sindacato giurisdizionale si trasformi nella sostituzione dell’amministrazione o nell’anticipazione delle sue future valutazioni.
  • Il provvedimento individuale adottato in via strettamente consequenziale a un generale provvedimento di autotutela illegittimo è affetto da illegittimità derivata quando l’annullamento dell’atto presupposto ne elimina il fondamento giuridico.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaSanatoria e condono edilizioDecisione e riti speciali
RamiBeni culturali e paesaggioEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaEffetto conformativo e riedizione del poterePrincipio di legalità e tipicitàPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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