Sentenza del 16/10/2015 n. 20959 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’Agenzia delle Entrate contestava la sentenza della C.T.R. del Friuli Venezia Giulia, che aveva annullato quasi integralmente gli accertamenti Irpeg, Ilor e Iva relativi agli anni 1996 e 1997. Gli accertamenti si fondavano su presunti ricavi non contabilizzati, costi indeducibili e operazioni imponibili non fatturate, derivanti da incassi in contanti o mediante bonifici sul conto personale dell’amministratore, non riconducibili ai clienti ufficiali della società. L’Amministrazione denunciava, tra l’altro, insufficienza e contraddittorietà della motivazione, violazione delle regole sulle presunzioni, omessa motivazione su alcuni rilievi fiscali, ultrapetizione e violazione del giudicato interno. La C.T.R. aveva ritenuto non sufficientemente gravi, precise e concordanti gli elementi presuntivi, attribuendo rilievo alla pratica commerciale della delegazione di pagamento nei Paesi ex sovietici.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il terzo motivo, relativo alla contraddittorietà della motivazione circa i rapporti tra S. s.r.l. e la distinta società F. S.A. S. Italia, e il quarto motivo, relativo all’erronea qualificazione come fatto notorio della diffusione della delegazione di pagamento nei Paesi ex sovietici. Ha respinto il quinto motivo, escludendo che le carenze motivazionali integrassero una totale mancanza di motivazione, e ha dichiarato inammissibili gli altri motivi per difetto del momento di sintesi o di autosufficienza. La sentenza della C.T.R. è stata cassata con rinvio ad altra sezione della C.T.R. del Friuli Venezia Giulia, che dovrà riesaminare la controversia e motivare nuovamente, provvedendo anche sulle spese. Non vi è quindi una definitiva vittoria dell’Amministrazione sul merito degli accertamenti, ma la decisione favorevole alla contribuente è stata annullata.
Norme richiamate
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. b) e d)
accertamento induttivo fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti
La ricostruzione induttiva del reddito deve poggiare su elementi presuntivi dotati di gravità, precisione e concordanza; il giudice deve valutare in modo completo e logicamente coerente tutti gli indizi rilevanti.
Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su un fatto decisivo della controversia
La Corte ha ritenuto fondata la censura di contraddittorietà della motivazione della C.T.R. in ordine alla distinzione tra le società coinvolte e alle conseguenze delle anomalie commerciali e finanziarie accertate.
Art. 115 c.p.c.
principio di disponibilità delle prove
Il giudice non può considerare provato un fatto controverso qualificandolo genericamente come fatto notorio quando esso richiede allegazione e dimostrazione da parte dell’interessato.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36
motivazione della sentenza tributaria
La carenza della motivazione determina la nullità della sentenza solo quando si traduce in una totale o apparente mancanza di motivazione; una motivazione insufficiente o incongrua non integra necessariamente tale vizio processuale.
Art. 112 c.p.c.
corrispondenza tra chiesto e pronunciato
La denuncia di ultrapetizione o extrapetizione richiede la precisa dimostrazione di ciò che era stato domandato e dei limiti della controversia; la Corte ha dichiarato inammissibili le censure perché il ricorso non riportava adeguatamente i motivi originari della contribuente.
D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 53 e seguenti, e art. 2909 c.c.
specificità dell’appello e giudicato interno
La deduzione di un giudicato interno presuppone la prova puntuale che una specifica statuizione non sia stata impugnata; in mancanza della trascrizione degli atti processuali, la censura può essere dichiarata inammissibile per difetto di autosufficienza.
Art. 366-bis c.p.c.
quesito di diritto e momento di sintesi
Per le sentenze soggette alla disciplina transitoria, i motivi di ricorso per cassazione dovevano contenere un quesito di diritto o un momento di sintesi autonomo, chiaro e specifico; formulazioni generiche o stereotipate comportavano l’inammissibilità.
Massime di principio
- In un accertamento induttivo, la presenza di anomalie nei flussi finanziari, di incassi su conti personali e di operazioni riferibili a soggetti diversi dal contribuente può costituire base presuntiva, ma il giudice deve esaminare complessivamente tali elementi e spiegare in modo coerente perché siano o non siano gravi, precisi e concordanti.
- Una prassi commerciale diffusa o una particolare situazione economica internazionale non può essere trattata automaticamente come fatto notorio: se viene invocata per giustificare operazioni anomale, deve essere specificamente allegata e, quando contestata, adeguatamente dimostrata.
- Quando il giudice riconosce l’esistenza di una struttura commerciale o finanziaria parallela, deve trarne conseguenze coerenti rispetto a tutte le operazioni collegate, non soltanto rispetto a quelle espressamente considerate.
- Nel ricorso per cassazione, le censure processuali richiedono autosufficienza: occorre riportare o indicare con precisione gli atti e i motivi rilevanti, affinché la Corte possa verificare direttamente la violazione denunciata.
- La cassazione con rinvio non equivale a una vittoria definitiva sul merito: annulla la decisione impugnata e impone un nuovo esame al giudice di merito, che dovrà attenersi ai principi indicati dalla Corte.
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