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Sentenza

Sentenza n. 1842/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600119

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento sull’istanza di predisposizione di un progetto individualizzato ai sensi dell’art. 14 l. 328/2000

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (genitore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il silenzio inadempimento formatosi sull’istanza presentata il 31 luglio 2025 al Comune di Palermo e all’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, con la quale aveva chiesto la predisposizione, nell’interesse del figlio minorenne, di un progetto individualizzato ai sensi dell’art. 14 della legge n. 328/2000. Nel corso del giudizio, con memoria del 20 aprile 2026, il ricorrente ha dichiarato l’intervenuta cessazione della materia del contendere. La dichiarazione non è stata contestata dalle amministrazioni intimate, rimaste non costituite in giudizio.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione non contestata di cessazione della materia del contendere e ha definito il giudizio ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. In applicazione del principio della soccombenza virtuale, ha condannato le amministrazioni intimate al pagamento delle spese di lite, liquidate in € 750,00 per ciascuna amministrazione, per complessivi € 1.500,00, oltre accessori di legge, nonché alla rifusione del contributo unificato se versato, con distrazione in favore del difensore antistatario. È stato inoltre disposto l’oscuramento dei dati identificativi e di quelli idonei a rivelare lo stato di salute delle persone interessate.

Norme richiamate

  • art. 14 l. 328/2000

    progetto individualizzato

    La disposizione costituisce il fondamento dell’istanza amministrativa volta alla predisposizione di un progetto individualizzato nell’interesse della persona con esigenze assistenziali.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    cessata materia del contendere

    Il giudice definisce il giudizio prendendo atto della sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata e della conseguente cessazione della materia del contendere.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento dei dati personali nella diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 2 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato in relazione alla tutela dei dati relativi alla salute.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base normativa per l’omissione delle generalità e degli altri dati identificativi nella diffusione della decisione.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato per la tutela dei dati relativi alla salute e il conseguente oscuramento.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio instaurato avverso il silenzio dell’amministrazione, la pretesa sostanziale azionata risulta soddisfatta e tale circostanza è dichiarata dal ricorrente senza contestazione, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • In caso di cessazione della materia del contendere, la regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte sarebbe risultata soccombente sulla domanda originaria.
  • Nei provvedimenti giudiziari contenenti dati idonei a rivelare lo stato di salute, la diffusione deve avvenire mediante oscuramento delle generalità e degli altri elementi identificativi delle persone interessate, secondo la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Come è indicizzato

MaterieServizi sociali ed educativiEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiServizi pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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