Cassazione Penale, Sentenza n. 45121/2022 del 28/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva respinto la richiesta di riesame presentata dalla società terza interessata avverso il sequestro a fini di confisca diretta relativo a 1.314.296,70 euro; il sequestro era stato disposto per il reato di mancato versamento delle ritenute quale sostituto d'imposta (art. 10-bis d.lgs. n. 74/2000) riferito alla legale rappresentante Eleonora Di Giulio. Il motivo dedotto in Cassazione riguardava la presunta natura meramente apparente della motivazione del Tribunale sul requisito del periculum in mora (art. 125, comma 3, cod. proc. pen.).
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen., in quanto, dopo la proposizione del ricorso, il sequestro è stato revocato e gli avvocati hanno altresì dichiarato rinuncia al ricorso. La Corte ha ritenuto che, venendo meno l'interesse a ottenere la restituzione dei beni sequestrati, viene meno anche l'interesse all'impugnazione. Non è stata imposta alcuna condanna alle spese processuali né sanzione pecuniaria a carico del ricorrente, conformemente alla giurisprudenza delle Sezioni Unite che esclude la condanna in ipotesi di sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 125 cod. proc. pen., comma 3
Rilevato come riferito al requisito del periculum in mora nelle misure cautelari reali; il ricorso denunciava motivazione apparente su tale requisito, ma la Corte non è entrata nel merito per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 591 cod. proc. pen., comma 1, lett. a)
Applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse quando il provvedimento cautelare è stato revocato e il ricorrente ha rinunciato all'impugnazione.
art. 10-bis d.lgs. n. 74/2000
Norma sostanziale cui era ricondotto il reato contestato (mancato versamento delle ritenute quale sostituto d'imposta); la contestazione ha giustificato il sequestro originario ma la decisione sulla relativa legittimità è stata resa inutile dalla revoca del sequestro.
d.lgs. n. 158/2015
Richiamato nel ragionamento fattuale: la fattispecie dell'annesso versamento delle ritenute sulla base della dichiarazione annuale di sostituto d'imposta era stata introdotta da questo decreto, la cui previsione è stata successivamente dichiarata incostituzionale.
Corte Cost. sent. n. 175/2022
Citata come causa probabile della revoca del sequestro, avendo la Corte costituzionale dichiarato l'illegittimità costituzionale della previsione normativa su cui si fondava la misura cautelare.
Massime di principio
- Se il bene sequestrato viene restituito o il sequestro viene revocato prima della decisione di legittimità, il ricorso per cassazione volto esclusivamente alla restituzione perde interesse e diventa inammissibile per carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse non comporta automatica condanna alle spese o sanzione pecuniaria: in tali ipotesi la giurisprudenza esclude la condanna del ricorrente.
- Una impugnazione che contesti solo la motivazione del giudice di merito (es. sul periculum in mora) può non essere esaminata se viene meno l'interesse concreto del ricorrente per eventi sopravvenuti.
- Eventuali modifiche normative o dichiarazioni di incostituzionalità intervenute dopo il provvedimento cautelare possono determinare il dissequestro e dunque estinguere l'interesse all'impugnazione.
- In situazioni analoghe è opportuno valutare tempestivamente se sussiste ancora un interesse concreto e attuale all'impugnazione prima di sostenere spese processuali o proporre ricorso in Cassazione.
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