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Sentenza

Sentenza n. 475/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Palmi n. 213/2025, depositata e resa pubblica il 22.02.2025, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 1309/2024.

Giustizia amministrativa202500726

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Palmi che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente di ruolo)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Palmi, Sezione Lavoro e Previdenza, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad assegnarle la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo, mediante emissione di buoni elettronici del valore di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, oltre interessi. La ricorrente ha dedotto e documentato la notificazione della sentenza al Ministero, il suo passaggio in giudicato e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Dopo la proposizione del ricorso, l'amministrazione ha documentato l'avvenuto accredito, da parte del gestore Sogei S.p.A., degli importi riconosciuti nel borsellino elettronico della Carta del docente, con accredito in favore della ricorrente avvenuto il 12 gennaio 2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'amministrazione aveva dato integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Palmi e che il credito azionato in ottemperanza era stato effettivamente soddisfatto mediante l'accredito degli importi nel borsellino elettronico. Il soddisfacimento è intervenuto soltanto dopo la notificazione del ricorso e con ingiustificato ritardo; per tale ragione il Collegio ha posto le spese a carico del Ministero dell'Istruzione e del Merito, liquidandole in 250 euro oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore antistatario della ricorrente. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669

    termine dilatorio di 120 giorni

    Il ricorso per l'esecuzione nei confronti dell'amministrazione è stato proposto dopo la notificazione della sentenza e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere è stata dichiarata in ragione dell'integrale soddisfazione della pretesa azionata nel giudizio di ottemperanza.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione esegue integralmente il titolo giudiziale dopo la proposizione del ricorso e la soddisfazione della pretesa è documentata, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L'esecuzione tardiva del giudicato, intervenuta soltanto dopo la notificazione del ricorso per ottemperanza, giustifica la condanna dell'amministrazione alle spese, anche se la materia del contendere è cessata per effetto dell'adempimento sopravvenuto.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolasticoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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