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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33760/2026 del 17/09/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputata ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Palermo, che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per furto continuato di energia elettrica, realizzato mediante allaccio abusivo al contatore condominiale. Con il primo motivo ha contestato la legittimazione dell'amministratore di condominio a proporre denuncia-querela in assenza di autorizzazione o ratifica dell'assemblea. Con il secondo motivo ha censurato la correttezza giuridica, la logicità e la coerenza della motivazione posta a fondamento della responsabilità, sostenendo una diversa valutazione degli atti e delle fonti di prova. La Corte ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato, affermando che l'amministratore è legittimato a proporre querela per reati commessi in danno del patrimonio comune nell'ambito delle proprie attribuzioni, senza necessità di autorizzazione assembleare. Ha ritenuto il secondo motivo generico, aspecifico e diretto a ottenere una non consentita rivalutazione del materiale probatorio, in assenza di specifici travisamenti e di vizi motivazionali macroscopici. La sentenza di merito aveva evidenziato che l'imputata dimorava nell'appartamento alimentato illecitamente e si avvaleva dell'energia elettrica sottratta. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui risponde del furto di energia elettrica aggravato dalla violenza sulle cose anche chi utilizzi consapevolmente l'allaccio abusivo realizzato da terzi.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla legittimazione dell'amministratore di condominio a proporre querela e generico, aspecifico e non consentito il motivo concernente la valutazione della prova e la motivazione della sentenza impugnata. La condanna è rimasta ferma. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 1130 c.c.

    Nell'ambito delle attribuzioni dell'amministratore di condominio, la norma è richiamata quale fondamento della legittimazione a proporre denuncia-querela per reati commessi in danno del patrimonio comune, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell'assemblea.

  • art. 624 c.p.

    La disposizione è richiamata in relazione al furto di energia elettrica, anche nella forma continuata e con allaccio abusivo.

  • art. 625 c.p.

    La disposizione è richiamata in relazione all'aggravamento del furto di energia elettrica per violenza sulle cose.

  • art. 591 c.p.p.

    La Corte richiama i limiti del giudizio di legittimità rispetto alla rivalutazione delle prove e alla deduzione dei vizi della motivazione.

Massime di principio

  • L'amministratore di condominio è legittimato, nell'ambito delle attribuzioni previste dall'art. 1130 c.c., a proporre denuncia-querela per un reato commesso in danno del patrimonio comune, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell'assemblea, in ragione della sua detenzione qualificata delle risorse economiche condominiali e della necessità di assicurare il corretto espletamento dei servizi comuni.
  • Risponde del furto di energia elettrica, aggravato dalla violenza sulle cose, chi utilizza consapevolmente l'allaccio abusivo alla rete o all'impianto condominiale realizzato da terzi.
  • Nel giudizio di cassazione non è consentito sollecitare una diretta rivalutazione o una rilettura alternativa delle fonti di prova, salvo la specifica deduzione di un travisamento rilevante; doglianze generiche o aspecifiche sono inammissibili.
  • La motivazione della sentenza di merito è censurabile in cassazione solo in presenza di carenze o illogicità di macroscopica evidenza, non per la mera preferenza accordata a una diversa ricostruzione del fatto.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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