Cassazione Penale, Sentenza n. 45790/2024 del 12/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale impugna la sentenza del GIP del Tribunale di Bergamo che aveva dichiarato non doversi procedere per mancanza di querela rispetto al delitto di minaccia aggravata per l'utilizzo di uno storditore elettrico tipo Taser. La doglianza sostiene che il GIP, pur qualificando correttamente il fatto come minaccia commessa con un'arma, ha erroneamente ritenuto la procedibilità a querela, mentre dopo le modifiche introdotte dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 la minaccia commessa con le modalità aggravanti indicate dall'art. 339 cod. pen. (tra cui l'uso di un'arma) è procedibile d'ufficio, ai sensi dell'art. 612, secondo comma.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il GIP abbia errato nel qualificare la procedibilità come a querela nonostante avesse riconosciuto l'aggravante derivante dall'uso del Taser, qualificato dalla giurisprudenza di legittimità quale arma comune da sparo. La Corte ha quindi annullato senza rinvio il provvedimento impugnato e ha disposto la trasmissione degli atti al GIP del Tribunale di Bergamo per il prosieguo del procedimento in regime di procedibilità d'ufficio.
Norme richiamate
art. 612 cod. pen.
il secondo comma stabilisce che si procede d'ufficio se la minaccia è fatta in uno dei modi di cui all'art. 339 cod. pen.
La Corte interpreta l'art. 612, secondo comma, nel senso che la procedibilità è d'ufficio quando la minaccia è commessa nelle modalità aggravate previste dall'art. 339, tra cui l'uso di un'arma.
art. 339 cod. pen.
riferimento alle circostanze aggravanti che rendono la minaccia procedibile d'ufficio, tra cui la commissione con un'arma
L'art. 339 è considerato dalla Corte ricomprendente le modalità aggravanti (ad es. con arma) che trasformano la minaccia in reato procedibile d'ufficio ai sensi dell'art. 612, secondo comma.
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
riforma richiamata nel ricorso e nella decisione
La Corte rileva che la riforma non ha eliminato la procedibilità d'ufficio per le minacce compiute nelle modalità aggravate dall'art. 339; pertanto la modifica normativa non giustifica la decisione del GIP di trattare il reato come procedibile a querela.
Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 8991 del 16/09/2022, Perna; Sez. 2, n. 49325 del 25/10/2016, Calabrice)
il dissuasore elettrico o Taser ha natura di arma comune da sparo, essendo idoneo a arrecare danno alla persona
La Corte utilizza questi precedenti per confermare che il Taser va qualificato come arma; ciò implica che la minaccia compiuta con il Taser rientra nelle fattispecie aggravate di cui all'art. 339 e dunque è procedibile d'ufficio.
Massime di principio
- Se la minaccia è commessa con modalità aggravate elencate dall'art. 339 cod. pen. (ad esempio con un'arma), la procedibilità è d'ufficio ai sensi dell'art. 612, secondo comma, anche dopo il d.lgs. n. 150/2022.
- Il qualificare un oggetto come arma (es. Taser) può determinare il regime di procedibilità: se la giurisprudenza lo considera arma comune da sparo, la minaccia con tale oggetto configura l'aggravante rilevante per la procedibilità d'ufficio.
- Il GIP deve verificare attentamente la qualificazione giuridica del fatto e la sussistenza di circostanze che incidono sulla procedibilità; un errore su questo punto può essere annullato dalla Cassazione senza rinvio e comportare la trasmissione degli atti per il prosieguo.
- In casi analoghi il pubblico ministero può procedere d'ufficio quando sussistono aggravanti previste dall'art. 339; l'assenza di querela non impedisce l'esercizio dell'azione penale se ricorre una di tali aggravanti.
- Per la difesa, è rilevante contestare tanto la qualificazione tecnica dell'oggetto come arma quanto l'effettiva sussistenza dell'aggravante; per l'accusa, è importante portare elementi che dimostrino la natura dell'oggetto e la pericolosità dell'agire.
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