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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46762/2023 del 21/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna esclusivamente il capo A della sentenza (violazione di domicilio aggravata ex art. 614, comma 4, c.p.), deducendo che, a seguito della modifica introdotta dal d.lgs. n.150/2022 che ha reso il reato procedibile a querela, il fatto si è estinto per remissione di querela. La remissione, secondo quanto riportato nella sentenza di primo grado, era intervenuta nell'agosto 2020 ed è stata ritualmente accettata dalla persona offesa; pertanto, il ricorrente chiede che sia dichiarata l'estinzione del reato e venga annullata la condanna relativa al capo A.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che, per effetto del d.lgs. n.150/2022, il reato è divenuto procedibile a querela e che la remissione di querela operata nell'agosto 2020, ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato anche durante il giudizio di legittimità. In assenza di elementi per una pronuncia alternativa ex art.129, comma 2, c.p.p., ha dichiarato estinto il reato ai sensi dell'art.152 c.p.p., annullando senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo A e eliminando la relativa pena di 8 mesi di reclusione. Ha posto le spese del procedimento a carico del querelato ai sensi dell'art.340, comma 4, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 614, comma 4, cod. pen.

    Norma che punisce la violazione di domicilio aggravata; il capo di imputazione confermato in appello riguardava questo articolo.

  • art. 582, cod. pen.

    Articolo relativo alle lesioni personali: nel caso specifico il reato relativo (capo C) era stato dichiarato estinto per remissione di querela in sede di appello.

  • d.lgs. n.150 del 2022

    Ha modificato la procedibilità del reato in questione rendendolo procedibile a querela; tale mutamento ha reso operativa la remissione già intervenuta a favore dell'imputato.

  • art. 152 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'estinzione del reato. La Corte ha dichiarato l'estinzione del reato ai sensi di questa disposizione.

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    Previsione sulla valutazione della sentenza in casi particolari; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi per una pronuncia alternativa ex art.129, comma 2.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    Norma sulla liquidazione delle spese processuali: la Corte ha posto le spese del procedimento a carico del querelato in base a questa disposizione.

  • Giurisprudenza citata (Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, Chiasserini, Rv. 227681 - 01)

    Principio consolidato secondo cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata estingue il reato e deve essere rilevata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo.

Massime di principio

  • Se una norma (es. d.lgs.) rende un reato procedibile a querela, una remissione di querela già intervenuta può produrre l'estinzione del reato anche durante il giudizio di cassazione.
  • La remissione di querela ritualmente accettata dalla persona offesa estingue il reato e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità quando il ricorso è tempestivo.
  • La Corte di Cassazione, quando constata lo stato di estinzione del reato per remissione di querela, può annullare la sentenza impugnata senza rinvio limitatamente al capo estinto e sopprimere la pena irrogata per quel capo.
  • In assenza di ragioni per adottare una pronuncia alternativa (art.129, comma 2, c.p.p.), l'estinzione per remissione prevale su altre questioni processuali e va dichiarata ai sensi dell'art.152 c.p.p.
  • Le spese processuali nelle ipotesi di estinzione per remissione possono essere regolate in base all'art.340 c.p.p.; verificare chi è qualificato come 'querelato' o 'querelante' per l'assegnazione delle spese.

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