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Sentenza

Sentenza del 18/03/2019 n. 542 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Consorzio ha impugnato l'avviso di accertamento emesso dal Comune per omessa presentazione della dichiarazione ICI relativa all'anno 2012 e per il conseguente pagamento dell'imposta e delle sanzioni sugli immobili e sugli impianti utilizzati per la gestione del reticolo idrografico pubblico. Ha sostenuto di essere un mero consegnatario dei beni, e non un concessionario o titolare di diritti reali, nonché di avere diritto all'esenzione prevista per gli immobili destinati a finalità istituzionali e accatastati in categoria E/9. Il Comune ha invece sostenuto che il Consorzio fosse il soggetto passivo dell'imposta in quanto concessionario ex lege e che gli immobili risultassero catastalmente classificati in categoria D/7, non esente.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale di Ferrara aveva respinto il ricorso e la Commissione Tributaria adita in appello ha confermato tale decisione, respingendo l'appello del Consorzio. È stato stabilito che il Consorzio di bonifica, pur ricevendo i beni pubblici in consegna, deve essere qualificato come concessionario a titolo gratuito e, in quanto tale, è soggetto passivo dell'ICI. L'esenzione non è stata riconosciuta perché gli immobili non risultavano formalmente accatastati in categoria E, bensì in categoria D/7. Il dato catastale formale è stato ritenuto decisivo nel giudizio e l'onere di provare la diversa classificazione gravava sul Consorzio. Le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge Regionale Emilia-Romagna n. 5/2009

    Istituisce il Consorzio quale persona giuridica pubblica a struttura associativa.

  • Legge Regionale Emilia-Romagna n. 42/1984, art. 14, comma 1

    Attribuisce ai Consorzi funzioni pubbliche di bonifica e qualifica la loro attività anche come progettazione ed esecuzione di opere pubbliche in regime concessorio.

  • D.Lgs. n. 504/1992, art. 7, comma 1, lett. a)

    Sono esenti dall'imposta gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, dalle aziende sanitarie locali, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali.

    L'esenzione per gli immobili pubblici non opera automaticamente per il solo fatto che il bene appartenga al demanio o sia utilizzato da un ente pubblico diverso dallo Stato proprietario. Se il bene è affidato in concessione a un soggetto distinto e destinato ai compiti istituzionali di quest'ultimo, l'esenzione può non applicarsi.

  • Regio Decreto n. 215/1933, artt. 16, 18 e 54 e seguenti

    La disciplina dei Consorzi di bonifica e degli impianti loro affidati è stata interpretata nel senso che il Consorzio riceve i beni nell'ambito di una concessione, anche gratuita, e non come semplice detentore o incaricato della manutenzione. Tale qualificazione rende il Consorzio soggetto passivo dell'imposta.

  • Regio Decreto n. 215/1933, art. 74

    La norma utilizza espressamente la qualificazione di concessionari per i Consorzi, rafforzando la tesi secondo cui l'affidamento dei beni pubblici configura una concessione.

  • Legge n. 136/2001

    È richiamata in relazione al trasferimento gratuito ai Consorzi dei beni funzionali all'attività di bonifica, elemento ritenuto coerente con l'esistenza di un rapporto concessorio.

  • Corte di Cassazione, sentenza-ordinanza n. 3275 del 16 gennaio 2019

    Individua come soggetto passivo il proprietario o titolare di diritti reali e, in caso di concessione di aree demaniali, il concessionario. Esclude inoltre l'esenzione quando il bene demaniale è destinato ai compiti istituzionali di un soggetto diverso dallo Stato.

  • Corte di Cassazione, sentenza n. 22482 del 27 settembre 2017

    Qualifica il Consorzio di bonifica come concessionario a titolo gratuito dei beni e delle opere affidatigli, anziché come mero consegnatario, con conseguente soggettività passiva tributaria.

Massime di principio

  • Un ente pubblico che utilizza beni demaniali o pubblici non è automaticamente esente dall'imposta: occorre verificare chi possiede il bene, chi vanta il diritto di godimento e se esiste un rapporto concessorio.
  • Per i Consorzi di bonifica, l'affidamento gratuito di impianti, canali e opere pubbliche può essere qualificato come concessione ex lege; in tal caso il Consorzio può essere considerato soggetto passivo dell'imposta, anche se non è proprietario del bene.
  • L'esenzione prevista per gli immobili pubblici destinati a finalità istituzionali deve essere interpretata restrittivamente e può non spettare quando il bene è utilizzato per i compiti istituzionali di un ente diverso dal proprietario pubblico.
  • La classificazione catastale formale assume rilievo decisivo ai fini dell'esenzione: un immobile censito in categoria D/7 non beneficia dell'esenzione prevista per gli immobili appartenenti alle categorie esenti, anche se il contribuente ne sostiene l'analoga destinazione funzionale.
  • L'onere di dimostrare la classificazione catastale esente e gli ulteriori presupposti dell'agevolazione grava sul contribuente o sull'ente che invoca l'esenzione; in caso di incertezza, il rischio probatorio ricade su tale soggetto.
  • La destinazione concreta del bene e la sua eventuale riclassificazione catastale possono richiedere un procedimento distinto rispetto al giudizio sull'avviso tributario: nel contenzioso fiscale il giudice può attribuire prevalenza al dato catastale vigente.

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