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Parere

Parere n. 836/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, proposto dalla società Castello Ducale Campagnano s.r.l., in persona del legale rappresentante in carica, contro la Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento per l’annullamento: - del provvedimento della Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento n. 0006211 del 17 aprile 2018; - nonché di tutti gli altri atti in esso menzionati o da esso presupposti nonché consequenziali (compresi eventuali atti comunali successivi, ancorché ignoti);

Giustizia amministrativa202300809

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha ritenuto cessata la materia del contendere, poiché la condotta successiva della Soprintendenza, culminata nel rilascio dell’autorizzazione richiesta, ha pienamente soddisfatto l’interesse sostanziale della ricorrente. Il ricorso è stato dichiarato improcedibile; l’istanza cautelare è stata assorbita.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del provvedimento della Soprintendenza n. 0006211 del 17 aprile 2018 relativo all’autorizzazione di una tensostruttura temporanea e amovibile presso il cortile interno di Palazzo Ducale, nel Comune di Castel Campagnano.

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

La società ricorrente, locataria di Palazzo Ducale, aveva chiesto l’installazione nel cortile interno di una tensostruttura trasparente e amovibile. Dopo un precedente parere negativo della Soprintendenza e il contenzioso davanti al TAR Campania e al Consiglio di Stato, la Soprintendenza aveva adottato il provvedimento n. 0006211 del 17 aprile 2018, favorevole soltanto a un progetto integrativo o alternativo. La società ha impugnato tale provvedimento con tre motivi, deducendo violazione dell’art. 3 e dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990, difetto di motivazione e di istruttoria, violazione delle indicazioni conformative contenute nell’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato n. 4237 del 2 ottobre 2017, eccesso di potere per irragionevolezza, disparità di trattamento, manifesta ingiustizia e sviamento, nonché violazione del principio di proporzionalità. Nelle more, la Soprintendenza ha rilasciato il provvedimento n. 0002728-P del 21 febbraio 2020, autorizzando l’installazione temporanea di un ombrello per la chiusura dell’oculo realizzato al centro della copertura temporanea della corte. La ricorrente e l’Amministrazione hanno quindi rappresentato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

Osservazioni

Sopravvenuta cessazione della materia del contendere

Il rilascio, nelle more del procedimento, dell’autorizzazione richiesta ha determinato la piena soddisfazione dell’interesse sostanziale della ricorrente e ha fatto venir meno l’interesse alla decisione sui motivi di impugnazione.

Istanza cautelare

La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita in conseguenza della cessazione della materia del contendere.

Norme richiamate

  • artt. 60 e 74 c.p.a.

    sentenza resa in forma semplificata

    Sono richiamati in relazione alla sentenza del TAR Campania – Napoli che aveva respinto il precedente ricorso della società.

  • ordinanza del Consiglio di Stato n. 4237 del 2 ottobre 2017

    Il precedente provvedimento cautelare aveva imposto un remand, al quale la società riferisce di aver partecipato mediante interlocuzioni e presentazione di progetti.

  • art. 3 l. 241/1990

    La ricorrente ne ha dedotto la violazione sotto il profilo del difetto di motivazione e di istruttoria; il parere non esamina nel merito tale censura per la sopravvenuta cessazione della materia del contendere.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La ricorrente ne ha dedotto la violazione; il motivo non è stato esaminato nel merito poiché l’interesse alla decisione è venuto meno.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario, il rilascio nelle more del procedimento di un’autorizzazione idonea a soddisfare integralmente l’interesse sostanziale del ricorrente determina la cessazione della materia del contendere e l’improcedibilità del ricorso.
  • Quando la cessazione della materia del contendere rende non più attuale la controversia principale, l’istanza cautelare deve ritenersi assorbita.

Improcedibilità del ricorso straordinario per autorizzazione sopravvenuta presso Palazzo Ducale

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario proposto da una società privata di gestione di eventi contro la Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento. La controversia riguardava l’installazione di una tensostruttura temporanea e amovibile nel cortile interno di Palazzo Ducale, nel Comune di Castel Campagnano.

Premesse e sviluppo della vicenda

La società, locataria dell’edificio, aveva presentato un’istanza per realizzare una tensostruttura trasparente e amovibile destinata allo svolgimento di eventi. A seguito del precedente parere negativo della Soprintendenza, aveva promosso ricorso davanti al TAR Campania – Napoli, che lo aveva respinto con sentenza semplificata resa ai sensi degli artt. 60 e 74 c.p.a.

La società aveva quindi proposto appello al Consiglio di Stato, ottenendo l’accoglimento della domanda cautelare con ordinanza n. 4237 del 2 ottobre 2017. In esecuzione del remand, si erano svolti incontri con gli uffici della Soprintendenza e la società aveva presentato tre progetti: uno principale, uno subordinato e un terzo integrativo o alternativo.

Oggetto dell’impugnazione

La Soprintendenza, con provvedimento n. 0006211 del 17 aprile 2018, aveva espresso parere favorevole soltanto rispetto all’ultimo progetto. Contro tale atto la società ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, deducendo:

  • violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990 e difetto di motivazione e di istruttoria;
  • violazione delle indicazioni conformative contenute nell’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato;
  • eccesso di potere per macroscopica irragionevolezza, disparità di trattamento, manifesta ingiustizia e sviamento;
  • violazione dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990;
  • violazione del principio di proporzionalità.

Sopravvenienze procedimentali

Nel corso del procedimento, la Soprintendenza ha adottato il provvedimento prot. n. 0002728-P del 21 febbraio 2020, autorizzando l’installazione temporanea di un ombrello per la chiusura dell’oculo realizzato al centro della copertura temporanea della corte.

La società ha dichiarato di non avere più interesse alla definizione del ricorso. Il Ministero della cultura ha condiviso tale prospettazione, chiedendo che il ricorso fosse dichiarato improcedibile. Anche la Soprintendenza si è associata alla richiesta.

Valutazioni del Consiglio di Stato

La Sezione ha ritenuto che la condotta dell’Amministrazione successiva alla proposizione del ricorso, culminata nel rilascio dell’autorizzazione richiesta, avesse determinato la piena soddisfazione dell’interesse sostanziale della ricorrente.

Di conseguenza, è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere, senza esame nel merito dei tre motivi di ricorso. L’istanza cautelare è stata assorbita, essendo venuta meno l’attualità della controversia principale.

Conclusione

Il Consiglio di Stato ha espresso parere nel senso dell’improcedibilità del ricorso straordinario per cessata materia del contendere, con assorbimento della domanda cautelare.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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