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Sentenza

Sentenza n. 2900/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202507717

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego prefettizio della domanda di emersione dal lavoro irregolare presentata ai sensi dell’art. 103 d.l. 34/2020

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (cittadina straniera)

Prevale il privato

La controversia

La cittadina straniera aveva lavorato inizialmente con un rapporto domestico regolarmente denunciato, interrotto nell’agosto 2019 dopo il mancato rinnovo del permesso provvisorio, ed era stata nuovamente assunta nell’aprile 2020 dallo stesso datore di lavoro, con un maggiore monte ore, venendo proposta per la procedura di emersione. L’Amministrazione aveva respinto la domanda ritenendo che il rapporto fosse già regolare e preesistente alla domanda, con conseguente mancanza del requisito dell’irregolarità. Nel ricorso di primo grado e nell’appello sono stati dedotti: violazione delle garanzie partecipative per omessa traduzione del provvedimento e mancata comunicazione del preavviso di rigetto; travisamento dei fatti e erronea qualificazione del rapporto di lavoro, sostenendo che il rapporto instaurato nel 2020 fosse nuovo o comunque irregolare perché sorto mentre la lavoratrice era priva di valido titolo di soggiorno; violazione e falsa applicazione dell’art. 103 d.l. 34/2020; violazione dell’art. 30 c.p.a. in relazione alla domanda risarcitoria, prospettando una perdita di chance lavorativa e danni patrimoniali e non patrimoniali.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e, riformando la sentenza del TAR Lazio, ha accolto il ricorso di primo grado e annullato il diniego di emersione. Il Collegio ha ritenuto fondato e assorbente il motivo relativo alla violazione dell’art. 103 d.l. 34/2020. La nozione di rapporto di lavoro irregolare rilevante per l’emersione non si esaurisce negli aspetti contributivi, ma, quando il lavoratore è cittadino straniero, comprende anche l’inosservanza della procedura prevista dall’art. 22 d.lgs. 286/1998 per l’instaurazione del rapporto con uno straniero privo di regolare titolo di soggiorno. Pertanto, anche se il rapporto di lavoro era stato instaurato ed era produttivo di effetti sul piano civilistico ai sensi dell’art. 2126 c.c., esso poteva essere irregolare agli effetti della normativa sull’immigrazione e rientrare nella procedura di emersione. È stata quindi ritenuta erronea la qualificazione amministrativa del rapporto come regolare e insussistente il presupposto dell’emersione. La domanda risarcitoria è stata invece respinta, perché non è stata ravvisata una condotta colposa dell’Amministrazione, anche in considerazione delle oscillazioni giurisprudenziali sulla questione. Le spese di entrambi i gradi sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 103 d.l. 34/2020

    concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri

    La procedura di emersione può riguardare rapporti di lavoro con cittadini stranieri irregolari anche quando l’irregolarità deriva dall’inosservanza della disciplina sull’instaurazione del rapporto di lavoro con uno straniero privo di valido titolo di soggiorno; non rilevano soltanto gli aspetti contributivi.

  • art. 22 d.lgs. 286/1998

    L’inosservanza dell’iter procedimentale previsto per l’instaurazione del rapporto di lavoro subordinato con un cittadino straniero privo di regolare titolo di soggiorno integra un profilo di irregolarità rilevante ai fini dell’emersione prevista dall’art. 103 d.l. 34/2020.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La questione della mancata comunicazione dei motivi ostativi non è stata esaminata perché assorbita dall’accoglimento del motivo concernente l’erronea applicazione dell’art. 103 d.l. 34/2020.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    La questione dell’applicabilità della regola sui vizi formali e procedimentali non è stata definita, essendo risultato assorbente il motivo sostanziale relativo alla qualificazione dell’irregolarità del rapporto.

  • art. 30 c.p.a.

    La domanda risarcitoria è stata respinta per l’assenza di una condotta colposa imputabile all’Amministrazione, pur essendo stato annullato il diniego.

  • art. 2, comma 6, d.lgs. 286/1998

    La disposizione è stata richiamata tra le norme poste a fondamento delle censure relative alla mancata traduzione degli atti, questione non esaminata perché assorbita.

  • art. 13 d.lgs. 286/1998

    La disposizione è stata richiamata tra le norme poste a fondamento delle censure relative alla comprensibilità degli atti e alle garanzie partecipative, questione non esaminata perché assorbita.

Massime di principio

  • Ai fini della procedura di emersione prevista dall’art. 103 d.l. 34/2020, l’irregolarità del rapporto di lavoro instaurato con un cittadino straniero non coincide soltanto con l’omesso assolvimento degli obblighi contributivi, ma comprende anche l’inosservanza dell’iter previsto dall’art. 22 d.lgs. 286/1998 per l’assunzione dello straniero privo di regolare titolo di soggiorno.
  • Un rapporto di lavoro instaurato con uno straniero privo di valido titolo di soggiorno può essere produttivo di effetti sul piano civilistico ai sensi dell’art. 2126 c.c. e, al contempo, irregolare agli effetti della normativa sull’immigrazione; tale irregolarità consente, in presenza degli altri presupposti, l’accesso alla procedura speciale di emersione.
  • Il diniego di emersione è illegittimo quando l’Amministrazione esclude il requisito dell’irregolarità limitandosi a considerare la regolarità contributiva o l’esistenza formale del rapporto, senza verificare l’osservanza della disciplina sull’assunzione del lavoratore straniero.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaDanno da provvedimento illegittimo
RamiImmigrazione e cittadinanzaResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiDifetto di istruttoriaRisarcimento del danno da attività amministrativaLegittimo affidamento

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