Cassazione Penale, Sentenza n. 17125/2024 del 24/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di applicazione di pena ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. per violazione dell'art. 445, comma 1, cod. proc. pen. e vizio cumulativo di motivazione. Il ricorrente censura la disposta confisca per sproporzione ex art. 240-bis cod. pen. e art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990 nonostante la pena applicata sia inferiore ai due anni (violazione del divieto di confisca previsto dall'art. 445, comma 1), nonché la mancata motivazione sul nesso pertinenziale tra i 3 kg di hashish e i 2.000 euro rinvenuti e il mancato esame delle giustificazioni fornite dall'imputato circa la provenienza del denaro (pregressa attività lavorativa e convivenza con il genitore).
La decisione
Rigetto del ricorso. La Corte ha ritenuto infondato il motivo principale: la confisca per sproporzione prevista dall'art. 240-bis cod. pen. (richiamata dall'art. 85-bis d.P.R. 309/1990) è obbligatoria («è sempre disposta la confisca») e non è assoggettabile al divieto generale di cui all'art. 445, comma 1, cod. proc. pen. relativo all'applicazione della pena su richiesta delle parti; pertanto la confisca disposta in primo grado è legittima anche se la pena applicata è inferiore a due anni. Gli altri profili di doglianza sono stati ritenuti inammissibili per mancato confronto con la ratio decidendi: la sentenza di merito ha infatti motivato il giudizio di sproporzione tra i 2.000 euro e l'assenza di attività economica attuale dell'imputato, non avendo questi fornito giustificazioni sufficienti. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Norma sulla procedura di applicazione della pena su richiesta delle parti; disciplinazione generale cui si riferiscono le disposizioni speciali in materia di stupefacenti, ma che non esclude l'applicabilità delle misure obbligatorie previste da norme speciali come l'art. 240-bis cod. pen.
art. 445, comma 1, cod. proc. pen.
Prevede il divieto, in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti inferiore ai due anni, di disporre la confisca salvo casi specifici. La Corte ha ritenuto che tale divieto non si applica alle ipotesi di confisca obbligatoria previste da norme speciali (es. art. 240-bis cod. pen.).
art. 240-bis cod. pen.
«è sempre disposta la confisca»
Disposizione speciale che impone la confisca per sproporzione in materia di stupefacenti; la Corte interpreta l'inciso come norma imperativa che deroga alla disciplina limitativa dell'art. 445, comma 1, cod. proc. pen., rendendo la confisca obbligatoria anche in caso di applicazione di pena inferiore ai due anni.
art. 85-bis d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Richiama in materia di stupefacenti la disciplina speciale (tra cui l'art. 240-bis cod. pen.); la disposizione non richiama il divieto previsto dall'art. 445, comma 1, cod. proc. pen., pertanto non sottrae l'ambito di applicazione alla confisca obbligatoria per sproporzione.
art. 240 cod. pen.
Norma generale sulla confisca in materia di reati che contempla ipotesi di confisca salvi i casi previsti dalla legge; qui citata in contrapposizione alla disciplina speciale di cui all'art. 240-bis.
art. 611 cod. proc. pen.
Disposizione che consente la celebrazione di udienze in camera di consiglio; la Corte ha osservato che l'udienza si è tenuta in camera di consiglio nonostante una dichiarazione di astensione del difensore.
Massime di principio
- La confisca per sproporzione prevista dall'art. 240-bis cod. pen. è obbligatoria e può essere disposta anche quando la pena applicata su richiesta delle parti è inferiore ai due anni: il divieto dell'art. 445, comma 1, cod. proc. pen. non la blocca.
- Per ottenere la revoca della confisca per sproporzione, il soggetto deve fornire giustificazioni concrete e specifiche sulla provenienza del denaro o dei beni; mere affermazioni generiche (pregressa attività lavorativa non documentata, convivenza con genitori) possono essere insufficienti.
- Nei ricorsi è essenziale confrontarsi con la ratio decidendi della sentenza impugnata: motivi che non colgono o non discutono le ragioni effettive della decisione sono spesso dichiarati inammissibili.
- In materia di stupefacenti le disposizioni speciali possono prevalere sulla disciplina generale in tema di misure patrimoniali: verificare sempre le norme speciali richiamate dal codice di settore (es. DPR 309/1990).
- Quando denaro e stupefacente sono rinvenuti insieme in una perquisizione, il giudice può ritenere il nesso pertinenziale e disporre la confisca se la provenienza del denaro non è adeguatamente giustificata.
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