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Sentenza

Sentenza n. 4127/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: della comunicazione dirigenziale prot. CN/2025/128628 notificata a mezzo PEC in data 17 settembre 2025 (doc. 11), con la quale la Direzione Tecnica del Municipio n. IX di Roma Capitale ha preannunziato “l'emissione del divieto di prosecuzione dell'attività irregolarmente intrapresa presso i locali di Viale Europa 118” giusta SCIA Apertura prot. CN/101642 del 16/07/2024, nonché di ogni atto presupposto e conseguente, e segnatamente dei pareri prot. CN/2025/13296 trasmesso in data 17 settembre 2025 (doc. 12) e prot. CN/2024/139885 del 14/10/2024 (doc. 4). Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da SIXT RENT A CAR SRL il 4\2\2026 : per l’annullamento, della determinazione dirigenziale prot. n. CN/2789/2026 del 12/01/2026, notificata alla ricorrente in data 3 febbraio 2025 (doc. 13), recante “Annullamento degli effetti della S.C.I.A. e Divieto di prosecuzione dell’attività di Noleggio veicoli senza conducente esercitata dalla società SIXT RENT A CAR SRL e p.e. sig. GHIGLIANO ANGELO in qualità di Legale Rappresentante, nell’esercizio ubicato in Viale Europa 118 – 00144 Roma, ai sensi del D.Lgs. 114/1998 e della Legge 241/90 e ss.mm.ii.”, nonché di ogni altro atto e/o provvedimento alla stessa connesso, presupposto e/o conseguente, ivi espressamente inclusi gli atti e provvedimenti già impugnati con il ricorso introduttivo, cui il gravame per motivi aggiunti è in ogni caso esteso.

Giustizia amministrativa202514163

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento degli effetti della SCIA e divieto di prosecuzione dell’attività di noleggio di veicoli senza conducente

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato dapprima la comunicazione dirigenziale con cui Roma Capitale aveva preannunciato l’adozione del divieto di prosecuzione dell’attività avviata mediante SCIA, e poi, con motivi aggiunti, il provvedimento del 12 gennaio 2026 recante l’annullamento degli effetti della SCIA e il divieto di prosecuzione dell’attività di noleggio di autovetture nei locali indicati. Con il primo motivo aggiunto è stata dedotta la violazione dell’art. 21-nonies della legge n. 241/1990, poiché l’autotutela sarebbe stata esercitata oltre il termine di un anno e senza motivare sulla prevalenza dell’interesse pubblico rispetto all’interesse privato e all’affidamento maturato. Con il secondo motivo aggiunto è stata contestata l’effettiva difformità dell’attività esercitata rispetto all’azzonamento commerciale dei locali. Roma Capitale ha sostenuto che la difformità dell’uso dei locali dall’azzonamento avrebbe determinato l’automatica decadenza degli effetti della SCIA.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. Ha accolto il primo motivo aggiunto, ritenendolo assorbente, e ha annullato il provvedimento del 12 gennaio 2026. L’amministrazione ha esercitato l’autotutela oltre il termine di un anno applicabile ratione temporis e non ha motivato sulla prevalenza dell’interesse pubblico rispetto a quello privato. Il TAR ha escluso che la difformità dell’uso del locale rispetto all’azzonamento comporti automaticamente la decadenza degli effetti della SCIA: tale difformità può integrare contrarietà alla legge, consentendo all’amministrazione di esercitare il potere inibitorio entro sessanta giorni oppure il potere di annullamento d’ufficio nei termini e secondo le forme dell’art. 21-nonies l. 241/1990. La SCIA completa e veritiera radica l’affidamento del privato, salvo che manchino requisiti essenziali per l’esercizio dell’attività; nel caso concreto non sono emersi profili di falsità. Il secondo motivo aggiunto è stato assorbito perché non più utile dopo l’annullamento. Il ricorso introduttivo è stato dichiarato inammissibile, riguardando una comunicazione meramente endoprocedimentale e priva di autonoma lesività. Le spese sono state compensate per reciproca soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L’annullamento d’ufficio degli effetti della SCIA deve essere esercitato entro il termine applicabile ratione temporis e richiede una motivazione sulla prevalenza dell’interesse pubblico rispetto all’interesse privato e all’affidamento maturato; la difformità dell’attività non determina automaticamente la decadenza della SCIA.

  • art. 60 c.p.a.

    Sussistendone i presupposti, la controversia può essere definita con sentenza in forma semplificata all’esito della fase cautelare e previa audizione delle parti.

Massime di principio

  • La difformità dell’uso di un immobile rispetto all’azzonamento non determina automaticamente la decadenza degli effetti di una SCIA: essa può comportare l’illegittimità della segnalazione e consentire l’esercizio del potere inibitorio nel termine previsto oppure dell’autotutela decisoria nei limiti e con le garanzie dell’art. 21-nonies l. 241/1990.
  • L’annullamento d’ufficio degli effetti di una SCIA, una volta decorso il termine ordinario applicabile, è illegittimo se non rispetta il termine previsto dalla legge e se non espone le ragioni della prevalenza dell’interesse pubblico concreto sull’interesse privato e sull’affidamento del segnalante.
  • Una SCIA completa e veritiera è idonea a radicare l’affidamento del privato nella prosecuzione dell’attività, salvo che risultino carenti requisiti essenziali per il suo esercizio o emergano falsità nella segnalazione.
  • La comunicazione con cui l’amministrazione preannuncia l’adozione di un futuro divieto di prosecuzione dell’attività è un atto endoprocedimentale, privo di autonoma lesività, e non è autonomamente impugnabile.

Come è indicizzato

MaterieAutotutelaSCIA e liberalizzazioniTitoli abilitativi edilizi
RamiProcedimento amministrativoEdilizia
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoDifetto di motivazioneTermini del procedimento

Testo integrale

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