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Sentenza

Sentenza n. 1035/2026 - Lecce, Sezione 3

per l'annullamento, della Deliberazione del Comune di Avetrana n.3 del 25/03/2025, con la quale l’Amministrazione comunale ha disposto l’acquisizione sanante, ex art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001, delle aree censite in catasto al Fg. 26, p.lle n. 512, 514, 516, 523, 524, 539, 562, 563, 626, 627, 628, 629, per complessivi 9.329 mq, stimandone il valore in €.16.035,50, nonché, ove occorra, della nota del 16.05.25 prot.6646 e ogni altro atto connesso conseguenziale e presupposto allo stato non conosciuti e non con riserva dei motivi aggiunti.

Giustizia amministrativa202500649

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione comunale di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, limitatamente alle considerazioni utilizzate per determinare il valore delle aree acquisite

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la deliberazione con cui il Comune, in esecuzione di precedenti pronunce giurisdizionali, ha disposto l'acquisizione sanante di terreni occupati, quantificandone il valore in euro 16.035,50. Hanno dedotto la violazione e falsa applicazione dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e la carenza di potere, nonché la violazione o elusione del giudicato, il travisamento dei fatti, lo sviamento e un'ulteriore carenza di potere. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che la controversia riguardasse la determinazione dell'indennizzo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, in favore dell'autorità giudiziaria ordinaria. Ha rilevato che i ricorrenti non contestavano la scelta amministrativa di acquisire le aree ai sensi dell'art. 42-bis, né le specifiche ragioni attuali ed eccezionali di interesse pubblico, la comparazione con gli interessi privati o l'assenza di alternative ragionevoli, profili che sarebbero sindacabili dal giudice amministrativo. La contestazione riguardava invece le considerazioni e il calcolo utilizzati dal Comune esclusivamente per determinare il valore delle aree e, quindi, l'indennizzo dovuto. Le controversie sulla determinazione e corresponsione dell'indennizzo relativo all'acquisizione sanante appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario. Il TAR ha precisato che il giudizio può essere riassunto davanti al giudice ordinario entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza, ai sensi dell'art. 11, comma 2, c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    La scelta di disporre l'acquisizione sanante e la valutazione delle attuali ed eccezionali ragioni di interesse pubblico, degli interessi privati contrapposti e dell'assenza di alternative ragionevoli rientrano nel sindacato del giudice amministrativo; la determinazione del valore delle aree e dell'indennizzo appartiene invece alla giurisdizione ordinaria.

  • art. 11, comma 2, c.p.a.

    In caso di declinatoria della giurisdizione, consente la riassunzione del giudizio davanti al giudice ordinario entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza.

Massime di principio

  • Nelle controversie relative all'acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, la contestazione della scelta di acquisire il bene, delle ragioni attuali ed eccezionali di interesse pubblico, della comparazione con gli interessi privati e dell'assenza di alternative ragionevoli rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo.
  • Le controversie aventi a oggetto esclusivamente la determinazione e la corresponsione dell'indennizzo o del valore delle aree acquisite ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.
  • Quando il giudice amministrativo dichiara il difetto di giurisdizione in favore del giudice ordinario, il giudizio può essere riassunto davanti al giudice munito di giurisdizione entro tre mesi dal passaggio in giudicato della decisione, ai sensi dell'art. 11, comma 2, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiurisdizione e riparto
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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