Sentenza del 08/06/2018 n. 14961 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva escluso l'imputazione alla contribuente dei redditi di partecipazione IRPEF, IRAP e IVA relativi agli anni 1997-2000. Secondo l'Ufficio, F. avrebbe partecipato a una società di fatto operante sotto forma di associazione culturale, sulla base dell'atto costitutivo, dello statuto, dei verbali associativi, della partecipazione a corsi di cucina e della concessione in comodato di un immobile poi utilizzato dall'associazione. L'Agenzia sosteneva inoltre che il disconoscimento delle firme da parte della contribuente fosse invalido o insufficiente e che fosse necessaria la querela di falso o, comunque, una diversa contestazione probatoria.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e confermato l'esclusione della responsabilità fiscale della contribuente. Ha ritenuto che gli atti dell'associazione fossero scritture private, non atti pubblici, e che il disconoscimento delle sottoscrizioni da parte di F. fosse sufficiente, purché specifico e determinato, senza necessità di formule sacramentali. A seguito del disconoscimento, spettava all'Agenzia proporre istanza di verificazione ai sensi dell'art. 216 c.p.c.; non avendolo fatto, i documenti non potevano essere utilizzati contro la contribuente. La Corte ha inoltre ritenuto insufficienti, sul piano indiziario, sia i corsi di cucina riferiti dal figlio sia la proprietà dell'immobile concesso in comodato, non essendo provata una concreta compartecipazione della contribuente all'attività commerciale o un'utilità economica da essa ricavata. Nessuna pronuncia sulle spese, poiché la parte privata non si era costituita.
Norme richiamate
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 5
imputazione del reddito di partecipazione al soggetto che ne è effettivo possessore
Il reddito di partecipazione può essere attribuito al contribuente solo se è dimostrata la sua effettiva partecipazione al rapporto societario o associativo e il possesso del relativo reddito.
Codice di procedura civile, art. 214
disconoscimento della scrittura privata
Nel processo tributario la parte può contestare la provenienza della sottoscrizione apposta su una scrittura privata con un disconoscimento specifico e determinato, senza formule obbligatorie. Il disconoscimento impedisce di attribuire efficacia probatoria alla scrittura finché non ne sia verificata l'autenticità.
Codice di procedura civile, art. 216
Quando la parte contro la quale è prodotto il documento ne disconosce la sottoscrizione, l'altra parte, se intende avvalersene, deve chiedere la verificazione giudiziale dell'autenticità.
Codice civile, art. 2699
definizione di atto pubblico
L'atto costitutivo, lo statuto e i verbali dell'associazione non diventano atti pubblici per il solo fatto di essere registrati; restano scritture private.
Codice civile, art. 2700
efficacia dell'atto pubblico
L'efficacia probatoria privilegiata dell'atto pubblico riguarda i documenti redatti da un pubblico ufficiale e non si applica alle scritture private dell'associazione.
Codice civile, art. 2704
data della scrittura privata nei confronti dei terzi
La registrazione di una scrittura privata attribuisce certezza alla data, ma non certifica l'autenticità della sottoscrizione né trasforma il documento in atto pubblico.
D.P.R. n. 131 del 1986, art. 3
La registrazione rileva ai fini della certezza della data dell'atto, ma non conferisce valore di atto pubblico alla scrittura privata né prova la genuinità delle firme.
Codice di procedura civile, art. 221
La querela di falso è necessaria per contestare la veridicità di un atto pubblico o delle attestazioni assistite da fede privilegiata; non è lo strumento necessario per contestare la provenienza della firma su una scrittura privata.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3 e n. 5
violazione o falsa applicazione di legge e vizio di motivazione
Il ricorso per cassazione non consente di sostituire la propria valutazione degli indizi a quella dei giudici di merito quando quest'ultima sia coerente, logica e adeguatamente motivata.
Massime di principio
- Per imputare a una persona redditi derivanti da una società di fatto o da un'associazione commerciale occorre provare la sua effettiva partecipazione all'attività e il possesso o godimento dei relativi redditi; non bastano rapporti familiari, la mera proprietà di un immobile o attività occasionali non documentate.
- La firma su una scrittura privata può essere disconosciuta anche nel processo tributario. Il disconoscimento deve essere chiaro, specifico e riferito ai documenti contestati, ma non richiede formule rituali.
- Dopo il disconoscimento della firma, l'Amministrazione o la parte che vuole utilizzare il documento deve promuovere la verificazione giudiziale. In mancanza, il documento non può essere posto validamente a fondamento della pretesa.
- La registrazione di un documento dà certezza alla data, ma non prova che la firma sia autentica e non attribuisce al documento la natura di atto pubblico.
- La querela di falso riguarda principalmente gli atti pubblici e non sostituisce il disconoscimento previsto per le scritture private.
- In cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione degli indizi o dei fatti, se la decisione dei giudici di merito è motivata in modo coerente e non presenta contraddizioni decisive.
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