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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19501/2022 del 18/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Mantova che aveva prosciolto Bruno Bonazzi per difetto di querela e aveva escluso l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7), c.p., ritenendola valutata solo sotto il profilo della consuetudine (la persona offesa non avrebbe assicurato la bicicletta con idonei sistemi di chiusura). Il Procuratore generale ha sostenuto che l'aggravante sussisteva invece sotto il profilo dell'esposizione per necessità alla pubblica fede, posto che la bicicletta era stata lasciata in sosta momentanea sulla pubblica via, e ha chiesto l'annullamento con rinvio della sentenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il furto di una bicicletta parcheggiata sulla pubblica via integra l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7), c.p., nella forma dell'esposizione per necessità alla pubblica fede, distinguendo la necessità dall'eventuale consuetudine di lasciare la bici incustodita. Ne consegue che l'esclusione dell'aggravante da parte del giudice di merito era errata e che, in presenza di detta aggravante, il reato non può essere procedibile esclusivamente a querela di parte; perciò la pronuncia di proscioglimento per difetto di querela è stata dichiarata errata. Per il carattere di ricorso per saltum del procedimento, la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte di appello di Brescia per il relativo giudizio (ai sensi dell'art. 569, comma 4, cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 625, comma 1, n. 7), cod. pen.

    La Corte interpreta la circostanza aggravante come applicabile quando il bene (es. bicicletta) è esposto alla pubblica fede per necessità (sosta momentanea sulla pubblica via), indipendentemente dall'esistenza di una consuetudine di lasciarlo incustodito o dall'uso di sistemi di chiusura

  • art. 569, comma 4, cod. proc. pen.

    Applicato per disporre l'annullamento con rinvio al giudice competente per l'appello nei casi di ricorso per saltum; la Cassazione rinvia la causa alla Corte di appello di Brescia per il relativo giudizio

Massime di principio

  • La sottrazione di una bicicletta lasciata in sosta sulla pubblica via generalmente integra l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7), c.p., quando la presenza del bene sulla pubblica via è dovuta a necessità (es. sosta momentanea), e non è condizionata alla sola "consuetudine" di lasciarla incustodita
  • L'esistenza o meno di sistemi di chiusura non esclude automaticamente l'aggravante: la valutazione deve focalizzarsi sulla impossibilità pratica di portare con sé il bene, non sulle abitudini di tutela del proprietario
  • Se l'aggravante sussiste, il reato è procedibile d'ufficio e non esclusivamente a querela di parte; un proscioglimento basato sul difetto di querela può essere errato quando la fattispecie integra un'aggravante rilevante
  • In ipotesi di ricorso per saltum, se la Cassazione annulla la sentenza di merito, rinvia la causa al giudice d'appello competente per la prosecuzione del giudizio (art. 569, comma 4, c.p.p.)
  • Nelle valutazioni di merito il giudice deve distinguere tra esposizione alla pubblica fede per consuetudine e per necessità: per veicoli come biciclette l'elemento della necessità è spesso decisivo

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