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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34243/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Cosenza che aveva rigettato la richiesta di riesame del decreto di sequestro probatorio (del 17/11/2021) relativo a un casco da motociclista e a uno scuotitore elettrico, nell'ambito di un procedimento per estorsione. Il ricorrente sosteneva che gli oggetti sequestrati, e in particolare lo scuotitore, non avevano alcuna relazione pertinenziale con il fatto per cui si procede e denunciava un vizio di motivazione per mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità, lamentando che il Tribunale avesse travisato i fatti dedotti e offerto una motivazione non rispondente alle doglianze.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto fuori dai casi previsti dalla legge: la mera contraddittorietà o illogicità manifesta della motivazione non rientra nella nozione di "violazione di legge" impugnabile ai sensi dell'art. 325 c.p.p.; tale vizio può essere denunciato solo con il motivo autonomo previsto dalla lett. e) dell'art. 606 c.p.p. Di conseguenza il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha adottato motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Indica la funzione del Tribunale di Cosenza come giudice del riesame dei provvedimenti cautelari reali (competenza ratione materiae per il riesame dei sequestri probatori).

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso per cassazione è ammesso per motivi di violazione di legge; la Corte interpreta che nella nozione di "violazione di legge" rientrano la mancanza assoluta di motivazione o la motivazione meramente apparente, ma non la semplice contraddittorietà o illogicità della motivazione.

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Individua il motivo di ricorso specifico e autonomo per denunciare la contraddittorietà o l'illogicità della motivazione; la Corte rileva che le doglianze di Ferraro avrebbero dovuto essere prospettate con questo specifico motivo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze per l'inammissibilità del ricorso: condanna al pagamento delle spese processuali e possibilità di ammenda; la Corte ha applicato tale disposizione condannando il ricorrente a pagare euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione prospettato come "violazione di legge" non può essere usato per censurare la semplice contraddittorietà o illogicità della motivazione: tali vizi vanno dedotti con il motivo autonomo previsto dall'art. 606, lett. e) c.p.p.
  • Per far dichiarare ammissibile un ricorso per cassazione è necessario inquadrare correttamente il vizio (violazione di norma di diritto) e rispettare la tassatività dei motivi ammessi; l'errata qualificazione del motivo comporta l'inammissibilità.
  • Le doglianze sul travisamento dei fatti e sulla motivazione richiedono una formulazione processuale adeguata: se si mira a censurare la logica o la coerenza della motivazione bisogna usare il motivo di cui all'art. 606, lett. e), non un generico vizio di "violazione di legge".
  • La proposizione di ricorsi manifestamente fuori dai casi di ammissibilità può comportare condanne alle spese e ammende; è quindi opportuno valutare la correttezza formale del motivo prima di proporre ricorso per cassazione.
  • In materia di sequestri probatori, contestare la pertinenzialità di cose sequestrate può essere fatto in sede di riesame, ma la censura della motivazione del giudice di riesame in Cassazione esige la corretta inquadratura del vizio (mancanza assoluta di motivazione o motivo specifico di illogicità/contraddittorietà).

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