Sentenza del 07/11/2019 n. 1178 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
Assistenza in giudizio dell'Agenzia-Riscossione - Ipotesi di patrocinio dell'Ente AGER - Regolamento di amministrazione: "controllo e patrocinio legale" - Inter-pretazione autentica dell'art. 1, comma 8, D.L. 193/2016
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La contestazione riguarda la possibilità per l'Agenzia delle Entrate-Riscossione di farsi assistere in giudizio da avvocati del libero foro, anziché esclusivamente dall'Avvocatura dello Stato o da propri dipendenti. Viene esaminato il rapporto tra l'art. 11 del D.Lgs. 546/1992, relativo alla rappresentanza in giudizio degli enti impositori e dell'agente della riscossione, l'art. 12 dello stesso decreto, che disciplina la difesa tecnica, il comma 8 dell'art. 1 del D.L. 193/2016, il regolamento di amministrazione dell'Ente e l'interpretazione autentica introdotta dall'art. 4-novies del D.L. 34/2019.
La decisione
La disciplina è stata interpretata nel senso che la modifica dell'art. 11 del D.Lgs. 546/1992 non ha escluso la facoltà dell'Agente della riscossione di ricorrere a un difensore esterno. Il termine "patrocinio" attribuisce al responsabile della struttura che ha emanato l'atto impugnato il potere di scegliere tra autodifesa e difesa tecnica. Sono ammesse, in via alternativa, la difesa dell'Avvocatura dello Stato, quella di avvocati del libero foro e quella di dipendenti delegati dell'Agenzia nei casi consentiti. L'interpretazione autentica dell'art. 1, comma 8, del D.L. 193/2016 ha efficacia retroattiva e chiarisce che l'Agenzia può avvalersi di avvocati del libero foro nel rispetto delle regole applicabili. La delibera motivata è necessaria soltanto quando la controversia riguarda materie riservate all'Avvocatura dello Stato dalla convenzione vigente.
Norme richiamate
Art. 11 D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
La norma disciplina la rappresentanza in giudizio dell'agente della riscossione e delle amministrazioni nei giudizi tributari.
La modifica della disposizione non ha eliminato la possibilità per l'Agente della riscossione di farsi assistere da un difensore esterno; la scelta tra autodifesa e difesa tecnica spetta al responsabile della struttura competente.
Art. 12 D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
La disposizione prevede, in via generale, la difesa tecnica nel processo tributario.
L'obbligo o principio della difesa tecnica non impedisce all'Agenzia di scegliere, nei casi consentiti, un avvocato del libero foro.
Art. 1, comma 8, D.L. 22 ottobre 2016, n. 193
L'Agenzia può avvalersi e essere rappresentata dall'Avvocatura dello Stato, da avvocati del libero foro o da propri dipendenti delegati, secondo i casi previsti.
La norma configura modalità alternative di patrocinio e non impone in ogni controversia il ricorso esclusivo all'Avvocatura dello Stato.
Art. 4 del Regolamento di amministrazione del 19 maggio 2018
L'Ente può continuare ad avvalersi di avvocati del libero foro in via residuale, nei casi in cui l'Avvocatura non assuma il patrocinio secondo la convenzione.
Il ricorso al libero foro è ammesso almeno in via residuale, quando l'Avvocatura dello Stato non prende in carico la controversia secondo la convenzione applicabile.
Art. 4-novies D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito dalla legge 28 giugno 2019, n. 58
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione può avvalersi, in alternativa all'Avvocatura dello Stato, di avvocati del libero foro nel rispetto delle previsioni di cui agli artt. 4 e 17 del D.L. 50/2016.
La disposizione costituisce interpretazione autentica, con efficacia retroattiva, e conferma la legittimità del patrocinio del libero foro. La motivazione specifica della scelta è richiesta soltanto per le controversie riservate all'Avvocatura dello Stato dalla convenzione.
Artt. 4 e 17 D.L. 24 aprile 2017, n. 50
Le disposizioni richiamate disciplinano le condizioni e le modalità del ricorso al patrocinio legale esterno.
Il conferimento dell'incarico a un avvocato del libero foro deve rispettare le condizioni normative e organizzative previste per l'Agenzia.
Massime di principio
- Quando una norma prevede più modalità alternative di rappresentanza processuale, l'ente può scegliere tra Avvocatura dello Stato, difensori esterni e dipendenti abilitati, purché rispetti le condizioni stabilite dalla legge e dalle convenzioni applicabili.
- La scelta di un avvocato del libero foro non è automaticamente illegittima per il solo fatto che l'ente pubblico disponga dell'Avvocatura dello Stato.
- La necessità di una delibera motivata deve essere verificata alla luce della convenzione vigente: essa è normalmente richiesta per le controversie riservate all'Avvocatura dello Stato, non per ogni incarico esterno.
- Le norme di interpretazione autentica possono chiarire retroattivamente il significato della disciplina originaria, incidendo anche sulla valutazione della validità degli incarichi conferiti prima della loro entrata in vigore.
- Per valutare la validità della costituzione in giudizio dell'agente della riscossione occorre verificare il soggetto che ha conferito o autorizzato l'incarico, la competenza della struttura, la convenzione con l'Avvocatura dello Stato e l'eventuale rispetto delle procedure interne.
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