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Sentenza

Sentenza n. 368/2026 - Bari, Sezione 1

per l'esecuzione del giudicato: quanto entrambi i ricorsi: della sentenza resa dal Tribunale di Trani – Sezione Lavoro - pubblicata il 24 giugno 2024 n. 1322, passata in giudicato come da annotazione del funzionario giudiziario presso il medesimo Tribunale in data 15 aprile 2025;

Giustizia amministrativa202500577

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Trani – Sezione Lavoro, n. 1322 del 24 giugno 2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto due distinti ricorsi per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Trani – Sezione Lavoro, pubblicata il 24 giugno 2024 e passata in giudicato il 15 aprile 2025. I due ricorsi, notificati e depositati nell'aprile 2025, riguardavano la medesima sentenza e la medesima pretesa esecutiva. Il giudice ha rilevato che, nonostante il giudicato civile, non risultava agli atti l'integrale adempimento delle obbligazioni da esso derivanti, in particolare il pagamento di tutte le somme riconosciute in favore della ricorrente.

La decisione

Il TAR ha riunito i due ricorsi, in quanto duplicati e aventi il medesimo oggetto, e li ha accolti. Rilevato il persistente inadempimento dell'Amministrazione rispetto al giudicato civile, ha ordinato al Ministero e all'amministrazione intimata di dare piena e integrale esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro, procedendo al pagamento di tutte le somme ivi indicate, entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza o, se anteriore, dalla sua notificazione a cura della parte. La richiesta di nomina di un commissario ad acta è stata riservata all'eventuale protrarsi dell'inadempimento oltre il termine assegnato. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori. È stata inoltre disposta la trasmissione della sentenza alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti per le valutazioni di competenza.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'integrale esecuzione del giudicato, assegnando un termine e riservando, se necessario, la nomina del commissario ad acta.

Massime di principio

  • Il giudice amministrativo può conoscere dell'azione di ottemperanza diretta a ottenere l'esecuzione di un giudicato civile nei confronti di una pubblica amministrazione quando l'obbligazione derivante dal titolo giudiziale non sia stata integralmente adempiuta.
  • Accertato il persistente inadempimento dell'amministrazione rispetto a un giudicato, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'integrale esecuzione del titolo entro un termine determinato, comprensivo del pagamento delle somme riconosciute dal giudice della cognizione.
  • Quando siano stati proposti più ricorsi duplicati aventi il medesimo oggetto e diretti all'esecuzione dello stesso giudicato, il giudice può riunirli e definirli con un'unica pronuncia.
  • La nomina del commissario ad acta può essere riservata a una fase successiva, qualora l'amministrazione non adempia spontaneamente entro il termine assegnato dal giudice dell'ottemperanza.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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