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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11695/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma dell'11 marzo 2024 che aveva confermato la responsabilità dell'imputato per riciclaggio e rideterminato la pena in 3 anni di reclusione e 3.600 euro di multa. L'imputato deduceva: (1) violazione degli artt. 177 e 179 c.p.p. per non aver la Corte valutato l'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore, tempestivamente trasmessa via PEC il 9 marzo 2024 con allegato certificato medico per febbre; (2) nullità della sentenza per omessa motivazione circa il diniego del riconoscimento del vincolo di continuazione tra i fatti oggetto del presente giudizio e quelli già coperti da sentenza di patteggiamento del 18 ottobre 2019 (reati connessi alla medesima operazione di polizia giudiziaria).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la mancata valutazione dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore, tempestivamente documentata, ha determinato il difetto di assistenza dell'imputato e la nullità assoluta degli atti successivamente compiuti, ivi compresa la sentenza. Per questo motivo la sentenza impugnata è stata annullata e gli atti sono stati trasmessi ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per la celebrazione di un nuovo giudizio di secondo grado; gli altri motivi di ricorso sono stati assorbiti e non sono stati esaminati nel merito.

Norme richiamate

  • art. 177 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come norma lesiva in relazione alla procedura di trattazione orale e alle formalità inerenti la convocazione e la trattazione; la Cassazione prende atto della doglianza ma decide il ricorso sulla base delle norme che sanciscono la nullità per difetto di assistenza

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato questa disposizione quale fondamento della nullità assoluta degli atti compiuti in violazione del diritto di difesa; l'omessa valutazione dell'istanza di rinvio rientra nelle ipotesi che determinano nullità assoluta

  • art. 179 comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla Cassazione per affermare che la mancata valutazione dell'istanza di legittimo impedimento comporta la nullità degli atti successivi, essendo leso il diritto all'assistenza tecnica

  • art. 97 quarto comma cod. proc. pen.

    Applicato dalla Corte d'appello che ha preso atto dell'assenza del difensore e ha proceduto alla sostituzione ex art. 97(4); la Cassazione osserva però che la sostituzione non sostituisce l'obbligo del giudice di valutare l'istanza di rinvio motivata e documentata

Massime di principio

  • Se il difensore comunica tempestivamente e documenta un legittimo impedimento (es. certificato medico) tramite PEC, il giudice deve esaminare espressamente l'istanza di rinvio e motivare l'accoglimento o il rigetto; l'omessa valutazione può comportare la nullità assoluta degli atti successivi per difetto di assistenza.
  • La mera presa d'atto dell'assenza del difensore e la sostituzione ex art. 97(4) non sostituiscono l'obbligo del collegio di decidere sull'istanza di rinvio per legittimo impedimento: il giudice deve comunque valutare la tempestività e la documentazione prodotta.
  • Quando la Corte di legittimità annulla per nullità derivante dal difetto di assistenza, gli altri motivi di impugnazione possono essere assorbiti e rimessi alla nuova valutazione del giudice di merito nel nuovo processo.
  • In situazioni in cui esiste una precedente sentenza di patteggiamento e il difensore chiede il riconoscimento del vincolo di continuazione, tale questione va comunque trattata in modo esplicito nel giudizio di merito; se non affrontata perché il giudizio è annullato per altro vizio, rimane oggetto di valutazione nel nuovo processo.
  • Per la difesa: inviare tempestivamente e in modo tracciabile richieste di rinvio (PEC), allegare documentazione medica chiara e conservare ricevute; per il giudice: verbalizzare sempre la valutazione dell'istanza per evitare nullità.

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