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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3189/2024 del 26/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rescissione del giudicato per presunta mancata conoscenza della pendenza del processo: il ricorrente sosteneva di non essere venuto a conoscenza della celebrazione del dibattimento perché il difensore di fiducia aveva rinunciato al mandato e lui si trovava senza residenza fissa; affermava inoltre che il difensore d'ufficio nominato tre giorni prima dell'udienza non aveva avuto contatti con lui.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che sussistesse l'effettiva conoscenza del processo da parte del ricorrente, avendo egli ricevuto a mani proprie l'avviso di conclusione delle indagini, nominato un difensore di fiducia ed eletto domicilio presso il suo studio, luogo dove venne notificato il decreto di citazione a giudizio. La Corte ha inoltre osservato che il ricorrente non ha allegato circostanze specifiche che dimostrassero una mancata conoscenza non imputabile a suo disinteresse; la circostanza della rinuncia del difensore di fiducia e la nomina tardiva del difensore d'ufficio non sono state ritenute sufficienti a provare l'ignoranza del processo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Precedente giurisprudenziale (Sez. 4, n. 13236 del 23/03/2022, Piunti, Rv. 283019)

    Sez. 4, n. 13236 del 23/03/2022 (Piunti)

    La nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio presso il suo studio, anche se seguita da rinuncia, costituisce indice di effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato salvo che quest'ultimo alleghi fatti specifici che dimostrino il contrario e che la mancata conoscenza non sia dovuta a colpevole disinteresse.

  • Principio relativo alla rescissione del giudicato

    Per ottenere la rescissione del giudicato per mancata conoscenza del processo è necessario provare l'assenza effettiva di consapevolezza della celebrazione del processo e che tale assenza non sia dovuta a negligenza o disinteresse dell'imputato; elementi quali la nomina di difensore con elezione di domicilio costituiscono presunzione contraria.

Massime di principio

  • La nomina di un difensore di fiducia con elezione di domicilio è un forte indice di conoscenza del procedimento: in assenza di allegazioni probatorie specifiche, il giudice presume che l'imputato fosse informato.
  • La sola rinuncia del difensore di fiducia non prova automaticamente la mancata conoscenza: deve essere dimostrato che la rinuncia ha reso oggettivamente impossibile comunicare con l'imputato o che il difensore non ha mai avuto contatti con lui.
  • Chi chiede la rescissione del giudicato per mancata conoscenza ha l'onere di documentare fatti concreti che escludano la sua responsabilità (es. prova dell'irreperibilità non imputabile, impossibilità oggettiva di ricevere comunicazioni, tentativi documentati di informare l'imputato).
  • La nomina di un difensore d'ufficio poco prima dell'udienza non costituisce di per sé prova di assenza di contatti; va provato specificamente il mancato contatto o l'impossibilità di comunicazione.
  • In pratica, per aumentare le probabilità di successo in simili ricorsi, occorre raccogliere e produrre prove (comunicazioni, certificazioni di irreperibilità, dichiarazioni del difensore rinunciatario, prova di variazione di residenza non comunicata per motivi oggettivi) che dimostrino l'effettiva impossibilità di conoscenza non dovuta a colpa.

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