Cassazione Penale, Sentenza n. 28360/2025 del 04/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per reati tra cui atti persecutori (art. 612-bis), violenza sessuale e lesioni, deducendo 1) travisamento e omessa valutazione di prove testimoniali decisive (ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. d) ed e) c.p.p. e violazione degli artt. 546 e 192 c.p.p.); 2) carenza degli elementi costitutivi del reato di atti persecutori, sia sotto il profilo oggettivo (assenza di riscontri estrinseci e di reiterazione) sia soggettivo (assenza del dolo e della consapevolezza della idoneità a cagionare l'evento).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che, nel caso di doppia conforme, il sindacato di legittimità è limitato e che non è emerso alcun travisamento decisivo della prova: i giudici di merito avevano adeguatamente motivato la non attendibilità di alcune testimonianze, rilevando riscontri (deposizioni e certificato medico) e la sussistenza della reiterazione delle condotte idonee a provocare lo stato di ansia e di paura nelle vittime. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende in via equitativa.
Norme richiamate
art. 612-bis cod. pen.
Reato di atti persecutori di natura abituale; richiede la reiterazione di condotte di minaccia o molestia e la produzione, nel loro complesso, di un grave e perdurante stato di ansia o di paura o di un fondato timore per l'incolumità, elemento che può emergere dalla valutazione complessiva delle condotte nel tempo.
art. 609-bis e 609-ter cod. pen.
artt. richiamati con artt. 81, 56 per concorso di reati
Norme sulla violenza sessuale e le sue aggravanti; qui richiamate per i fatti contestati relativi a condotte sessuali verso un minore e concorso di reati.
art. 582 cod. pen.
Norma sulle lesioni personali; richiamata per le lesioni cagionate al minore a seguito dello strattonamento.
art. 606 c.p.p.
Discipline i motivi di cassazione; la Corte sottolinea i limiti del sindacato nelle ipotesi di doppia conforme e i requisiti per dedurre travisamento della prova.
art. 546 c.p.p.
Riguarda i compiti del giudice nelle decisioni sulla prova; è richiamato nella contestazione circa la valutazione delle prove.
art. 192 c.p.p.
Principi in tema di valutazione della prova; richiamato dalla difesa per censurare la motivazione dei giudici di merito.
art. 616 c.p.p.
Prevede che il ricorrente in cassazione condannato all'inammissibilità del ricorso sostenga le spese del procedimento; applicata per le spese a carico del ricorrente.
art. 1, comma 64, l. n. 103/2017
Consente di aumentare oltre il massimo la sanzione destinata alla Cassa delle ammende; esercitata per disporre il versamento di euro 3.000.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata in rapporto alla determinazione delle sanzioni e alla possibilità di non ritenere colpevole il ricorrente di dolo nella presentazione del ricorso; qui utilizzata per motivare l'equità del contributo alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- In caso di "doppia conforme" (conferma integrale della condanna in appello), la Cassazione esercita un sindacato limitato: può censurare il travisamento della prova solo se emergente in modo macroscopico e decisivo per la decisione.
- Per dedurre il travisamento della prova in cassazione è necessario identificare con precisione l'atto processuale, l'elemento fattuale contrastante, dimostrarne la verità e spiegare in che modo compromette decisivamente la motivazione.
- Nel reato di atti persecutori (art. 612-bis) l'elemento essenziale è la reiterazione delle condotte e l'effetto complessivo su vittima (grave, perdurante stato di ansia/paura o fondato timore per l'incolumità): non conta solo la singola azione, ma la loro riconoscibilità come segmento di una condotta unitaria.
- La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito proponendo una ricostruzione alternativa dei fatti: occorre dimostrare vizi logici manifesti o travisamento decisivo della prova per ottenere l'annullamento.
- Le contestazioni sulla credibilità delle testimonianze devono essere mosse con argomentazioni specifiche e rapportate alla motivazione del giudice di merito; non basta affermare genericamente l'erroneità delle valutazioni.
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