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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08738/2025 del 03/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi confermato la condanna già pronunciata nei gradi di merito per il reato di detenzione di stupefacente finalizzata allo spaccio. Ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza di condanna della Corte d'appello per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio. Con un unico motivo ha dedotto vizio di motivazione sull'affermazione di responsabilità, sostenendo che lo stupefacente fosse destinato esclusivamente all'uso personale. La Corte di cassazione ha ritenuto che le censure non attaccassero un vizio deducibile in sede di legittimità, ma mirassero a una rivalutazione del fatto e della prova, riservata al giudice di merito. La Corte ha richiamato gli elementi valorizzati in appello: quantità di hashish pari a 173 grammi netti, suddivisi in due panetti con etichette adesive, ricavabilità di 2.232 dosi medie, principio attivo molto elevato, incompatibilità della quantità con un uso personale anche considerando un consumo abituale, e neutralità del mancato rinvenimento di bilancini, denaro o materiale per il confezionamento.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    La detenzione di una quantità rilevante di hashish, con elevato principio attivo e frazionabile in un numero molto alto di dosi, può essere ritenuta incompatibile con l'uso personale e indicativa della finalità di spaccio.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione del merito o una diversa ricostruzione del fatto, quando la sentenza impugnata sia sorretta da motivazione congrua, esauriente e логicamente coerente.
  • Ai fini della configurabilità della finalità di spaccio, il giudice può desumerla da elementi oggettivi quali la quantità della sostanza, il numero di dosi ricavabili e il grado di purezza/principio attivo, anche in assenza di bilancini, denaro o materiale da confezionamento.
  • La destinazione all'uso personale deve risultare plausibile alla luce del complesso degli elementi fattuali; una quantità elevata e rapidamente deperibile, tale da consentire un numero di dosi incompatibile con il consumo individuale in un breve lasso di tempo, può fondare il giudizio di responsabilità.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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