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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33157/2022 del 08/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere applicata dal GIP per il reato di associazione mafiosa ex art. 416-bis c.p. Il ricorrente contestava: (i) l'insussistenza della mafiosità del sodalizio Romito-Lombardi-Ricucci per il periodo anteriore al 2017 e la contraddittorietà della motivazione che parlava di "neofita" ma anche di continuità con la cosca storica; (ii) la mancata prova della partecipazione personale di Hadiouech (si contestava l'importanza probatoria di un tentativo di evasione del 2016, del rito di affiliazione in carcere e di singole captazioni); (iii) l'assenza delle esigenze cautelari tenuto conto del lungo periodo detentivo precedente senza comportamenti recenti indicativi di appartenenza mafiosa.

La decisione

La Cassazione ha respinto il ricorso: ha ritenuto infondati i rilievi sulla mancata prova della mafiosità e sulla presunta incoerenza temporale della formazione criminale, confermando che il Tribunale del riesame ha adeguatamente ricostruito la continuità mafiosa (anche dopo la rimodulazione post-omicidio del 2017) e ha valorizzato un insieme di elementi sintomatici della natura mafiosa dell'aggregato (vincoli familiari/comparaggio, condotte di controllo di agricoltura e pesca, attività di ausilio alla latitanza, uso della violenza e terrore tra la popolazione). Quanto alla partecipazione dell'imputato, la Corte ha ritenuto rilevanti e complessivamente convincenti molteplici indizi (affiliazione rituale inserita in un contesto probatorio serio, dichiarazioni del collaboratore Della Malva su "stipendio" in carcere, captazioni, tentativo di evasione, controllo della sezione carceraria, messaggi tramite la sorella, incarico omicidiario attribuito). Sulla questione cautelare la Cassazione ha illustrato l'orientamento giurisprudenziale e adottato una posizione "intermedia": la presunzione relativa di pericolosità per chi appartiene a associazione mafiosa non richiede sempre una motivazione positiva sulle esigenze cautelari ma richiede che siano valutate le ragioni di esclusione prospettate; nel caso di specie non è emersa la prova del definitivo distacco dal sodalizio, pertanto la custodia è stata confermata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Il reato di associazione mafiosa è stato ritenuto sussistente sulla base della continuità organizzativa, dei vincoli familiari/di comparaggio, dell'esercizio del controllo territoriale e dell'intimidazione delle vittime; la Corte ha ammesso prove indiziarie multiple a sostegno della mafiosità.

  • art. 74 D.P.R. 309/1990

    Riferito al contesto degli illeciti connessi allo spaccio: la sentenza rileva che, sebbene Hadiouech non fosse sottoposto a misura per questo reato, esistono evidenze (es. pagamento del "punto") che dimostrano forme di interdipendenza economica fra lo spaccio e l'organizzazione mafiosa.

  • art. 274 cod. proc. pen. (esigenze cautelari, attualità del pericolo)

    Il giudice deve valutare l'attualità delle esigenze cautelari; la sentenza richiama la problematica giurisprudenziale sul ruolo del tempo trascorso e sulla necessità di motivare l'attualità del pericolo in presenza di longi intervalli temporali.

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen. (presunzione di pericolosità)

    La norma stabilisce una presunzione relativa di pericolosità per i partecipanti ad associazione mafiosa. La Corte adotta un approccio intermedio: non sempre è richiesto un'onere motivazionale positivo a carico del giudice, ma devono essere esaminate le ragioni di esclusione addotte dalla difesa e il fattore tempo, tenendo conto della gravità degli addebiti.

  • Sezioni Unite, sentenza n. 36958 del 27/05/2021 (Modaffari)

    Le Sezioni Unite hanno precisato i criteri con cui il rito di affiliazione può costituire grave indizio di partecipazione: occorre valutare qualità dell'adesione, percorso, affidabilità dell'affiliando, serietà del contesto, rispetto delle forme rituali e l'impegno reciproco; la Cassazione ha applicato questi criteri per valutare l'affiliazione di Hadiouech nel contesto probatorio complessivo.

  • Corte Costituzionale, ordinanza n. 136 del 2017

    La Consulta ha riconosciuto la specificità e la persistenza del vincolo associativo mafioso e la sua rilevanza ai fini della valutazione delle esigenze cautelari; la Cassazione richiama tale principio a sostegno dell'idea che il vincolo associativo può mantenere la pericolosità nonostante vicende personali dell'associato.

Massime di principio

  • Il rito di affiliazione in carcere non è di per sé decisivo, ma può costituire grave indizio se inserito in un contesto probatorio consistente (dichiarazioni di collaboratori, captazioni, comportamenti in carcere, partecipazione ad atti criminali).
  • La rimodulazione di un clan dopo eventi traumatici (es. omicidio del capo) non elimina automaticamente la continuità mafiosa; i tribunali possono ricostruire una continuità organizzativa anche attraverso la persistenza di persone chiave e delle modalità operative.
  • Per le misure cautelari nei reati di associazione mafiosa opera una presunzione relativa di pericolosità: il tempo trascorso e il mancato manifestarsi di nuove condotte possono essere rilevanti, ma la prova di un definitivo distacco dal sodalizio è l'elemento risolutivo per vincere la presunzione.
  • Il giudice cautelare valuta il complesso degli indizi e non singoli atti isolati; elementi come il sostentamento in carcere, la partecipazione a tentativi di evasione, comunicazioni gestite tramite terzi e dichiarazioni di collaboratori possono cumulativamente fondare la gravità indiziaria.
  • Le criticità formali della motivazione (es. uso del termine "neofita") vanno considerate nel contesto complessivo: divergenze terminologiche non giustificano automaticamente l'annullamento se la ricostruzione fattuale è coerente e fondata su molteplici indizi.

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