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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19673/2023 del 10/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Milano che confermava la condanna per invasione e occupazione abusiva di edificio residenziale pubblico. Il ricorrente deduceva carenza e manifesta illogicità della motivazione, contestando la correlazione tra accusa e sentenza: sosteneva che i fatti contestati riguardavano il periodo 7/9/2017-14/5/2018, che dal giugno 2017 non occupava più l'appartamento recandovisi solo per incontrare la figlia, che dal 17/01/2018 gli era stato interdetto l'accesso e che per effetto del provvedimento del 14/06/2017 l'appartamento era stato assegnato come casa coniugale alla sola signora Barcuta, ragion per cui avrebbe cessato l'occupazione e andrebbe escluso ogni profitto derivante dall'uso del bene da parte di terzi

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero una richiesta, inammissibile in sede di legittimità, di nuova valutazione del materiale probatorio già esaminato dai giudici di merito; ha confermato che il nucleo essenziale dell'accusa (invasione/occupazione abusiva) è rimasto immutato e che le variazioni nella collocazione temporale non hanno inciso sugli elementi essenziali tali da pregiudicare il diritto di difesa. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020

    Norma citata per l'ammissione delle conclusioni scritte del Procuratore Generale; richiamo procedurale alla formulazione delle conclusioni in Cassazione.

  • art. 521 c.p.p.

    Principio di correlazione tra accusa e sentenza: va garantito il diritto di difesa. Interpretazione della Corte: la norma è violata solo se la modificazione del fatto coinvolge gli elementi essenziali in modo da pregiudicare effettivamente la difesa dell'imputato.

  • art. 633 c.p.

    Norma del codice penale relativa all'invasione di terreni o edifici; la sentenza ha ritenuto integrati gli estremi del reato in relazione all'occupazione abusiva.

  • art. 639-bis c.p.

    Norma del codice penale che disciplina l'occupazione abusiva di immobili pubblici o privati; i giudici di merito hanno ritenuto sussistente la fattispecie nei confronti del ricorrente.

  • art. 616 c.p.p.

    Disposizione che regola le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso in Cassazione: condanna alle spese processuali e possibile pagamento a favore della Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina in via di merito la valutazione probatoria già compiuta dai giudici di merito: i ricorsi che mirano solo a rimettere in discussione la valutazione dei fatti sono frequentemente dichiarati inammissibili.
  • Il principio di correlazione (art. 521 c.p.p.) tutela il diritto di difesa solo quando la modificazione dell'imputazione riguarda gli elementi essenziali del 'fatto' e determina un concreto pregiudizio alla possibilità di difesa; variazioni formali o temporali non determinanti non sono sufficienti per l'annullamento.
  • Se il nucleo essenziale dell'accusa resta invariato (medesima qualificazione giuridica e stessi elementi essenziali), il giudice di legittimità ritiene in genere rispettata la correlazione tra accusa e sentenza.
  • Se l'imputato non contesta in sede di appello accertamenti fondamentali di fatto, tali accertamenti possono considerarsi pacifici e vincolanti in sede di cassazione.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta quasi sempre la condanna alle spese processuali e può comportare il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende; pertanto è opportuno valutare la fondatezza giuridica del ricorso prima di proporlo.

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